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martedì 21 maggio 19 - 08:31






Addizionali Irpef: nuovi aumenti. Salasso per operai ed impiegati. Ecco quanto pagheremo

Prepariamoci ad una nuova stangata sul fronte delle tasse. Ad aumentare sono le addizionali regionali e comunali Irpef che dal 2010 hanno subito una vera a propria impennata.

L'allarme arriva dalla Cgia di Mestre che ha analizzato gli effetti di questi aumenti sulle retribuzioni di operai e impiegati residenti nei 40 comuni capoluogo di Provincia che hanno già deliberato l'aliquota dell'addizionale Irpef. In particolare gli aumenti vanno da 89 euro per un operaio a 284 euro per un quadro.

RINCARI PER CATEGORIA

Per un operaio con un reddito annuo di 20.000 euro (pari a una retribuzione mensile netta di 1.240 euro) l’aggravio fiscale maturato tra il 2010 ed il 2013 è di 89 euro. In merito alle decisioni prese quest’anno, nel 2014 dovrà versare ben 401 euro.
Per un impiegato con un reddito annuo di 32.000 euro (che corrisponde ad una retribuzione mensile netta di quasi 1.840 euro) la maggiore trattenuta fiscale avvenuta sempre tra il 2010 ed il 2013 è stata di 117 euro. Alla luce delle decisioni prese nel 2013, l’anno prossimo il peso delle addizionali Irpef sarà di 664 euro.
Infine, per un quadro con un reddito annuo di 60.000 mila euro (pari ad uno stipendio mensile netto di quasi 3.100 euro) la maggiore trattenuta fiscale verificatasi sempre nello stesso periodo di tempo è stata pari a 284 euro. L’anno venturo saranno 1.328 gli euro che dovrà versare alla Regione e al suo Comune di residenza.

COME SI CALCOLA

L’imposta è calcolata dal datore di lavoro all’atto delle operazioni di conguaglio e viene “trattenuta” nelle buste paga dell’anno successivo. In pratica l’addizionale Regionale del 2013 viene calcolata solitamente con la busta paga di dicembre e trattenuta in un numero massimo di 11 rate a partire dalla retribuzione di gennaio 2014.

La metodologia applicativa della l’addizionale comunale IRPEF cambia leggermente: innanzitutto il numero delle rate sono 9 e non 11, inoltre, si deve calcolare anche l’acconto nella misura del 30%.

IL COMMENTO DELLA CGIA

“Quest’anno – ricorda Giuseppe Bortolussi segretario della CGIA – gli enti locali hanno tempo sino al 30 novembre per decidere le aliquote dei tributi e delle tariffe comunali. Sono molteplici le incertezze e le problematiche che i Sindaci devono affrontare, si pensi all’IMU e alle risorse compensative che dovrebbero ricevere dall’erario, al delicato passaggio alla nuova TARES e al fatto che non si è certi su come si ripartiranno i 2,2 miliardi di euro di tagli del fondo di solidarietà comunale decisi dalla ‘Spending review’ e dalla Legge di Stabilità del 2013. Di fronte a queste problematiche – prosegue Bortolussi – la tentazione di ritoccare all’insù le aliquote delle addizionali comunali IRPEF è molto forte. Per l’anno in corso sono 40 i Comuni capoluogo di provincia che hanno già deliberato l’aliquota. Undici l’hanno aumentata e gli altri 29 hanno confermato l’aliquota del 2012 che in 13 casi era già stata innalzata al livello massimo dello 0,8%”.
Questa tendenza in corso consente a Bortolussi di fare una considerazione di carattere generale:

“L’aumento della tassazione locale è diventato ormai una costante che caratterizza la politica fiscale degli Enti locali. Lo Stato risparmia tagliando i trasferimenti, le Regioni e i Comuni si difendono alzando il livello delle imposte per mantenere in equilibrio i propri bilanci. Speriamo che il Governo Letta riprenda in mano il tema del federalismo fiscale, altrimenti tra Irap, la nuova tassa sui rifiuti, l’Imu sui capannoni e le addizionali Irpef i cittadini e le imprese si troveranno a pagare sempre di più senza avere un corrispondente aumento della qualità e della quantità dei servizi offerti”.

14 / 09 / 2013


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