Alimentari: prezzi gonfiati 5 volte da produttore a consumatore
Maledetta filiera: i prezzi dei prodotti alimentari aumentano in media di cinque volte nel percorso dal campo alla tavola, con differenze tra i diversi prodotti che vanno da tre volte per frutta e verdura a quattro per il latte fino a dieci per il pane.
I dati “sconvolgenti” arrivano da un’indagine della Coldiretti secondo cui dei circa 467 euro al mese che ogni famiglia destina per gli acquisti di alimenti e bevande, oltre la metà, va al commercio e ai servizi, 140 (30 per cento) all'industria alimentare e solo 89 (19 per cento) alle imprese agricole.
Sappiamo tutti – e chi può non fa nulla - che in Italia serve una ricomposizione della filiera agroalimentare: i troppi passaggi e le inefficienze odierne portano infatti a prezzi alle stelle per i consumatori e di conseguenza – come sottolinea anche la Coldiretti – si produce un grave danno alle imprese agricole che rappresentano l’anello debole di tutta la “catena”.
ALCUNI ESEMPI
Dal grano al pane i prezzi aumentano di dieci volte (da 0,26 a 2,7 euro al chilo).
Il prezzo del latte dalla stalla al consumatore moltiplica quasi per quattro da 0,42 a 1,60 euro al litro, mentre le carote di quasi cinque volte da 0,25 a 1,20 euro al chilo.
Le cose non vanno meglio nel settore delle carni: i maiali di qualità vengono pagati appena 1,15 euro al chilo, ben al di sotto dei costi di produzione, mentre il prezzo medio al consumo del Prosciutto – esempio di Parma – è pari a circa 24,34 euro/kg.