Fisco: Iva, le spese di vitto e alloggio sono detraibili
Piccola rivoluzione per i titolari di partita Iva: dal 1° settembre entra infatti in vigore il nuovo regime di detraibilità Iva delle spese di vitto e alloggio introdotto dalla manovra d'estate (Dl 112/08).
Con questa nuova norma si potranno così detrarre integralmente l’imposta relativa ai servizi alberghieri e di ristorazione all’unica condizione che queste spese siano legate all’attività imprenditoriale o professionale esercitata.
La misura, prevede inoltre, la riduzione al 75% della deducibilità ai fini Irpef e Ires degli oneri connessi alle prestazioni di vitto e alloggio. La limitazione non si applica però ai costi di vitto e alloggio sostenuti da lavoratori subordinati e co.co.co. per trasferte fuori dal territorio comunale e all’estero.
ATTENZIONE AI DOCUMENTI
Fondamentale per la detraibilità dell'Iva e la deducibilità del relativo costo dal reddito è la corretta compilazione dei documenti emessi dai fornitori dei servizi di alloggio e ristorazione in occasione sia di trasferte sia di spese sostenute con potenziali clienti o fornitori.
Il dipendente dovrà dunque pretendere l'emissione di una fattura: non sarà più sufficiente, infatti, ottenere una semplice ricevuta fiscale.
La fattura, infatti, è l'unico documento che, certificando la spesa con esposizione separata dell'Iva, consente all'impresa di annotare la spesa sul registro delle fatture d'acquisto e così facendo di detrarre la relativa imposta.
COSA VA IN FATTURA
La fattura deve essere intestata direttamente all'impresa per la quale il dipendente o il collaboratore sta sostenendo la spesa. L'intestazione deve essere completa e deve riportare, oltre alla denominazione o la ragione sociale, anche il domicilio fiscale del committente.
Deve essere indicato inoltre, oltre alla data e al numero progressivo di emissione, la natura e la qualità del servizio prestato, nonché il fruitore dello stesso.
DA RICORDARE
Le agenzie di viaggio e turismo non possono attualmente emettere fattura con addebito specifico dell'Iva riferita alla ristorazione e all'alloggio.
Se si utilizzano questi operatori potrebbe essere opportuno dunque utilizzare il “mandato con rappresentanza” in cui l'agenzia riserva una camera d'albergo o prenoti un'attività di ristorazione per la quale il committente paga direttamente in loco la prestazione ricevuta e a lui fatturata e poi l'agenzia fattura la sua provvigione all'albergo o al ristorante.