Asili nido: salasso per le famiglie italiane. Al nord si superano i tremila euro l’anno Asili nido troppo cari, specie al nord, e liste d'attesa troppo lunghe al punto che molti bambini restano fuori. A rivelarlo e' un'indagine di 'Cittadinanzattiva' sugli asili nido comunali in Italia.
Al Nord ci sono le 10 citta' piu' care, a Oristano l'incremento record (+51% rispetto al 2007/08) 297 euro al mese che, considerando 10 mesi di utilizzo del servizio, portano la spesa annua a famiglia a circa 3.000 euro.
Tanto costa mediamente in Italia mandare il proprio figlio all'asilo nido comunale, fra difficolta' di accesso, alti costi e disparita' economiche tra aree del Paese difficili da giustificare: in una provincia, la spesa mensile media per il tempo pieno puo' avere costi anche tre volte superiori rispetto ad un'altra provincia, e doppi tra province nell'ambito di una stessa regione.
Ad esempio, a Lecco la spesa per la retta mensile, di 572?, e' piu' che tripla rispetto a Cosenza (110?) o Roma (146?) e piu' che doppia rispetto a Milano (232?). E ancora, in Liguria la retta piu' economica, in vigore a Savona (279? mese per il tempo pieno) supera la piu' cara in Umbria (registrata a Perugia e pari a 271?, sempre per il tempo pieno).
L'indagine completa mostra che dal 2006 ad oggi la situazione degli asili nido in Italia non e' particolarmente cambiata e che resta grande lo scarto esistente tra le esigenze delle famiglie e la reale possibilita' di soddisfare tali esigenze.
L'analisi, svolta dall'Osservatorio prezzi & tariffe di Cittadinanzattiva, ha considerato una famiglia tipo di tre persone (genitori e figlio 0-3 anni) con reddito lordo annuo di 44.200? e relativo Isee di 19.000 euro.
Le tariffe sono in crescita: +1,4% rispetto al 2007/08, in linea con l'anno prima (+1,8%) dopo che nel 2006/07 si era registrato un +0,7% rispetto al 2005/06.
In particolare, nel 2008/09, ben 34 citta' hanno ritoccato all'insu' le rette di frequenza, e 7 capoluoghi registrano incrementi a due cifre: Oristano (+51%), Ragusa (+29%), Catania (+20%), Viterbo (+18%), Trapani (+17%), Salerno (+14%), Pistoia (+11%).
Rispetto ad un anno fa, gli aumenti medi principali si registrano al Sud (+3,2%) e al Centro (+2,7), a conferma di una preoccupante tendenza da parte delle citta' del Centro-Sud ad uniformarsi ai valori delle tariffe del Nord Italia.
Dall'analisi di dati in possesso al ministero degli Interni e relativi al 2007, emerge che il numero degli asili nido comunali sia cresciuto solo del 2,4% rispetto al 2006 (nel 2006 l'incremento fu del 3,3% rispetto al 2005): in media il 25% dei richiedenti rimane in lista d'attesa, un anno fa erano il 23%.
La percentuale sale al 27% se consideriamo solo i capoluoghi di provincia. Il poco edificante record va alla Campania con il 42% di bimbi in lista di attesa, seguita da Lazio (36%) e Umbria (35%).
Le 10 città più care e quelle meno care.
Calabria la regione più economica (120), Lombardia la più costosa (402). Nella top ten delle 10 città più care, tra quelle che offrono il servizio a tempo pieno, si confermano, rispetto al 2007/08, Lecco, Belluno, Bergamo, Mantova, Sondrio, Treviso, Cuneo, Pordenone e Vicenza, mentre Udine subentra a Varese.
Nella graduatoria delle 10 città meno care, prevalgono le realtà del Centro-Sud. In assoluto, la citta' piu' economica risulta Cosenza, seguita da Roma, Chieti e Reggio Calabria.
19 / 02 / 2010
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