Automobilisti italiani sempre più tartassati. Cosa fanno le case produttrici dopo aumento Iva Tra caro benzina, rialzo del premio assicurativo e aumento dell’Iva per gli automobilisti italiani si prospetta un altro autunno caldo sul fronte delle spese.
Secondo le stime dell’Adiconsum, dopo la conversione in legge dell’ultima manovra è in arrivo per gli automobilisti un nuovo salasso dovuto al caro benzina, aggravato dall'aumento delle accise, al rincaro della tassazione della RC auto di 3,5 punti percentuali, l'aumento dell'Iva sull'acquisto di autoveicoli ed accessori auto (passata dal 20% al 21%) deliberato da decine di Province e infine l'aumento dell'IPT (Imposta provinciale di trascrizione).
FACCIAMO DUE CONTI
Da una settimana tutte le formalità (prime immatricolazioni, trasferimenti di proprietà, ecc.) presentate al Pubblico Registro Automobilistico (PRA), ad eccezione delle Regioni a statuto speciale (Friuli Venezia Giulia, Sicilia e Sardegna) e delle Province autonome (Trento e Bolzano), pagheranno per i veicoli superiori a 53 kW l'IPT in misura proporzionale (3,5119 euro x kW) in luogo della misura fissa (euro 150,81).
Per fare un esempio una Fiat Bravo con 66kW a Firenze (una delle province ce non applica alcuna maggiorazione) l'IPT è passata da 150,81 euro a 231,66; a Cosenza, dove si applica una maggiorazione del 30% sempre per una Fiat Bravo l'IPT è passata da 196,05 euro a 300,96 euro. Un vero salasso, praticamente assistiamo ad un raddoppio della tassa, per i veicoli di cilindrata media, nelle Province che hanno deliberato l'aumento.
E‘ bene ricordare che la nuova disposizione colpisce sia i veicoli nuovi che usati.
L'IVA SULL’AUTO NUOVA
L'ultima stangata arriva dall’aumento dell'Iva passata dal 20 al 21% che darà - secondo le stime dell'Unrae - il colpo di grazia ad un mercato dell'auto italiano.
Nel frattempo, però, i costruttori, per non scoraggiare ancora di più gli acquisti, stanno cercando di limitare al massimo l'impatto dell'incremento dell'Iva. Mentre il gruppo Fiat ha aggiornato il listino tenendo conto dell'aliquota, Ford ha risposto all'aumento dell'imposta sul valore aggiunto confermando dalla Ka alla Mondeo i prezzi precedenti e modificando solo il costo di alcuni accessori. L'incremento dell'Iva è invece applicato per i modelli S-Max e Galaxy.
Invariati, almeno per gli acquisti entro il mese di settembre, i prezzi delle vetture Opel, mentre Renault ha provveduto «ad un aumento di prezzi, tale però da mantenerli commercialmente validi».
Citroen fa sapere di «essersi impegnata a mantenere invariato il prezzo finale applicato al cliente, assorbendo gli aumenti sui valori finali e le promozioni», mentre i la Peugeot ha «provveduto ad aggiornare i listini tenendo conto dell'incremento dell'1% dell'Iva su tutti i modelli».
Suzuki applica l'aumento del listino ma «con arrotondamento all'euro intero inferiore» e anche «la rivisitazione dei listini» di Lexus e Toyot,a grazie ad «arrotondamenti per eccesso e per difetto», in alcuni casi non avrà alcun impatto sul clientè.
Hyunday Motor invece non applicherà alcun aumento «per tutti i contratti stipulati entro il 30 settembre 2011».
26 / 09 / 2011
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