Banche: il Ddl Bersani è una “bufala”. Consumatori truffati
A cosa serve una legge a difesa dei consumatori se poi chi deve applicarla non lo fa? A volte dimentico che siamo in Italia, il Paese dei "furbetti" e spero che le cose possano cambiare, POI torno realista e prendo atto che gli organi che dovrebbero vigilare non lo fanno e a noi consumatori non resta che "lottare da soli" per ottenere ciò che ci spetta.
I FATTI
Secondo un monitoraggio effettuato dall’Adusbef e Federconsumatori su un campione di banche sarebbero molti gli Istituti che a 15 mesi dal decreto Bersani continuano ad applicare ai consumatori costi ingiustificati. Le violazioni effettuate dalle banche sarebbero numerose: nessuna simmetria dei tassi, nessuna portabilità dei mutui, equità sulle penali dei vecchi mutui, rinegoziazione dei prestiti e spese di chiusura dei conti.
COSA LE BANCHE NON RISPETTANO
- ADEGUAMENTO TASSI SUI C/C
Il decreto Bersani obbliga le banche ad un adeguamento automatico dei tassi bancari in contemporanea con le mosse della Bce. "In un anno - affermano Adusbef e Federconsumatori - la Bce ha effettuato 5 aumenti del costo del denaro, pari all'1,25%. Dopo le cinque decisioni dell'Eurotower le banche italiane hanno tempestivamente aumentato il costo del denaro sui mutui, prestiti personali fidi e finanziamenti, con una stangata di 1.350 euro l'anno su un modesto mutuo a tasso variabile, senza aumentare minimamente i tassi sui depositi".
Guadagno per le banche pari a 5,7 miliardi di euro al 30 settembre 2007, calcolato su un monte depositi di 682 miliardi di euro.
Le banche monitorate da Adusbef e Federconsumatori non hanno ancora applicato questo provvedimento. L’accordo prevede sconti per tutti i mutui, sia fissi sia variabili contratti prima del 2001, con una penale massima dello 0,50% e con una clausola di garanzia dello 0,20% anche per quella penale massima dello 0,50%, che in tal caso diventa dello 0,30%
L'applicabilità delle nuove norme sulla cancellazione automatica dell'ipoteca è espressamente prevista anche ai mutui estinti in precedenza all'entrata in vigore della legge, ma anche in questo caso, secondo Adusbef e Federconsumatori, gli istituti di credito continuano "a provarci, chiedendo da 400 e fino a 1.000 euro per una cancellazione dell'ipoteca che deve essere invece estinta gratuitamente alla fine del pagamento dell'obbligazione.
Priva di fondamento la gratuità per la chiusura del conto corrente: per l’associazione i costi di estinzione sono stati sostituiti da oneri e spese di liquidazione interessi, che variano da 12 euro di Banca Fideuram, fino a 95 euro del Monte dei Paschi di Siena.