Bce: il livello dei tassi resta al 4%. Un anno senza mosse. Quanto durerà?
A un anno esatto dall'ultima variazione, la Banca centrale europea ha nuovamente confermato al 4% il livello di riferimento del costo del danaro per Eurolandia.
Una decisione in linea con le attese degli analisti he giunge dopo che a maggio l'inflazione ha mostrato una ripresa al 3,6% su base annua.
Il tasso minimo di offerta applicato alle operazioni di rifinanziamento resta così al 4%, mentre il tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginale e quello sui depositi presso la Banca centrale rimarranno, rispettivamente, al 5% e al 3%.
QUANTO DURERA?
Come previsto dal suo mandato istituzionale, da mesi la Bce ha adottato una linea della fermezza contro il caro vita.
Esplosa la crisi dei mercati mondiali, invece di procedere a tagli espansivi - come fatto dalla Fed americana e dalla Banca d'Inghilterra - l'Eurotower ha inchiodato i tassi al 4%.
Un livello raggiunto il 13 giugno del 2007, al termine di una manovra restrittiva che aveva visto progressive strette in parallelo alla ripresa dell'economia e all'acuirsi delle pressioni inflazionistiche esterne.
Ma quanto durerà? Tutto dipenderà dalle pressioni sui prezzi: negli ultimi mesi abbiamo assistito ad un incremento vertiginoso dei prezzi del petrolio e degli alimentari, ma ad oggi la Bce stima che entro fine anno si potrà assistere ad un rallentamento di queste tensioni.
Ciò potrebbe portare ad una stabilizzazione dei mercati ed una successiva ripartenza dell’economia: traducendo, a breve potremo assistere ad un nuovo rialzo dei tassi.
Gli analisti stimano infatti che una nuova manovra – rialzista – da parte della Bce possa avvenire entro il 2008 seguita successivamente da un’ulteriore rialzo nei primi mesi del 2009.
I tassi arriverebbero così al 4,50% ed inevitabilmente avremmo tutte quelle conseguenze sui consumatori che ormai conosciamo benissimo: rialzi indiscriminati su tutte le forme di finanziamento. Non proprio una rosea prospettiva.