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Bollette del gas gonfiate: indaga la Procura La Procura di Milano sta conducendo un'inchiesta su Eni, Snam Rete Gas, Aem, Italgas e Arcalgas ipotizzando che le società abbiano manipolato strumenti di misurazione del gas per influire sulla bolletta degli utenti e sul pagamento delle accise. Notizia preoccupante, ma perché non sono (siamo) meravigliati?; anche i mercati azionari sembrano “snobbare” la notizia dell’inchiesta come se in fondo eravamo consapevoli che qualcosa non andava.
Alla notizia non ho resistito e sono andato a riprendere le mie vecchie bollette del gas (non penso comunque di essere stato l’unico) e sono andato a spulciare le varie voci della bolletta. Che le nostre siano le più alte d’Europa questo è palese, infatti mi è bastato fare un semplice conto e ho notato che il 25% della bolletta è costituito da costi fissi, il 41% da imposte e il 33,5% dalla materia prima.
Dopo questi numeri è inutile arrabbiarsi, siamo consumatori finali e abbiamo ben poche speranze; il
mercato del gas è poco trasparente e noi non abbiamo purtroppo nessun potere, accettando il contratto con la società erogatrice siamo vincolati a tutte le condizioni dell’offerta. Una piccola fiammella di speranza si era accesa nel 2003 quando grazie all’Ue tutti i consumatori (famiglie, condomini, aziende, servizi) sono diventati liberi di scegliere il proprio fornitore; secondo la normativa chi vende il gas al cliente finale deve necessariamente essere un soggetto diverso da chi lo distribuisce, quindi non può gestire anche la rete.
Ma le cose sono realmente cambiate? Purtroppo ben poco, la sperata discesa delle bollette non c’è stata anche perché l’Italia è uno dei pochi paesi in Europa (insieme a Francia, la Germania)
dove continua ad esserci monopolio, infatti la rete è gestita dalla Snam Rete Gas, che è controllata dall’Eni. Tutta una famiglia.
Tornando all’inchiesta tra gli indagati figurano 11 persone tra cui l'amministratore delegato dell'Eni, Paolo Scaroni. Le accuse contestate sono: truffa aggravata, violazione della legge sulle accise, uso o detenzione di misure o pesi con falsa impronta, e ostacolo all'attività degli organi di vigilanza. Le società interessate non sembrano preoccupate; in primis l’a.d. dell'Eni, Scaroni che sembra molto sereno, forse è abituato alle aule dei tribunali (ricordate Tangentopoli e il processo di Adria). Il top manager ha rassicurato le famiglie italiane “Nessun costo aggiuntivo nella bolletta del gas”. Dobbiamo credergli?????
16 luglio 2007
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