Borsa: le prospettive per il 2009. Gli analisti vedono grigio
Prepariamoci ad un nuovo anno molto volatile sulle Piazze Finanziarie mondiali: è questo in sintesi il risultato del nuovo sondaggio elaborato da Morningstar sulle prospettive delle borse nel 2009.
In base alle aspettative dell’84% dei gestori intervistati da Morningstar lo scenario mondiale sarà caratterizzato da bassi livelli produttivi, aumento della disoccupazione, riduzione dei tassi e minore inflazione, mentre sui mercati obbligazionari continuerà la ricerca di qualità.
Davvero poche, solo il 16%, le commissionarie che prevedono una ripresa, mentre nessuna - secondo l'indagine si attende una depressione, ossia una crisi economica ancor più grave e simile a quello che accade nel 1929.
Secondo i broker, i listini devono ancora digerire completamente la crisi economica e per questo rimarranno volatili nel primo semestre. Poi, dovrebbero ripartire, anticipando la risalita dell’economia.
Il 67% degli analisti prevede che i mercati del Vecchio continente continuino ad oscillare, anche violentemente, intorno agli attuali livelli nei primi sei mesi del 2009.
Sono pochi, infatti, i motivi per essere ottimisti, perché l’economia è in frenata e gli utili aziendali sono previsti in calo.
Gli intervistati giudicano positivamente la politica espansiva intrapresa dalla Banca centrale europea, che ha proseguito con il ribasso dei tassi, scesi al 2,5% e sono convinti che la diminuzione dell’inflazione favorisca ulteriori tagli nei prossimi mesi.
La “fortuna” dell’America è il nuovo Presidente Barack Obama: molto positivo (in attesa però di attuazione) il piano di rilancio annunciato dal neo-presidente, che si affianca alla politica espansiva della Fed e agli interventi del Governo.
Nonostante questo, Wall Street non sarà immune: la Borsa deve ancora fare i conti con una recessione che sarà più lunga del previsto e una crisi creditizia che non si è ancora esaurita. Per il 57% dei gestori, rimarrà volatile ancora per buona parte del prossimo anno.
La percentuale di ottimisti, tuttavia, è superiore rispetto all’Europa (il 33% contro il 23,8%).
Analisti divisi sulle sorti del Giappone: nell'ultimo mese si sono dimezzati i broker ottimisti per la Borsa di Tokyo, al 33 dal 62% di novembre.
Le cause – del forte ripegamento - sono da ricercare nella forte correlazione con il ciclo globale (il settore ciclico pesa per metà sull’indice Nikkei) e del forte rialzo dello yen. Inoltre la piazza è molto sensibile ai flussi stranieri e ai rischi legati all'economia cinese.
Secondo alcuni gestori, Tokyo sarà la peggiore Borsa nel 2009, secondo altri, invece, offre valutazioni molto attraenti. La metà degli intervistati, comunque, non si attende grandi variazioni rispetto ai livelli attuali.
Le mosse della Bce potrebbero continuare – vista la discesa dell’inflazione – e la discesa dei tassi potrebbe favorire la risalita dei prezzi dei bond.
Il mercato rimarrà volatile nei prossimi mesi per il 62% dei gestori, mentre il 38% prevede un incremento delle quotazioni.
Per il 47,7% dei gestori, la divisa americana continuerà ad apprezzarsi nei confronti dell’euro nella prima metà del 2009.
Esiste, però, un po’ di preoccupazione per l’aumento del debito pubblico, che potrebbe penalizzare il dollaro se le misure varate dal Governo non riusciranno a risollevare l’economia.
Per il 33% degli intervistati, comunque, non bisogna attendersi grandi scostamenti dagli attuali livelli.
11 / 12 / 2008
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