Borse: che tonfo! Seduta disastrosa per le piazze europee. Bruciati 200 mld Ennesima giornata da brividi sulle borse europee: gli indici, già negativi in mattinata, sono andati giù in picchiata nel pomeriggio zavorrati da Wall Street, dove il Dow Jones ha rotto al ribasso anche la soglia dei 7mila punti. Non accadeva dall'ottobre 1997, cioè da quasi 12 anni.
Le Borse europee bruciano quasi 200 miliardi di capitalizzazione (198 per l'esattezza) e spediscono le lancette indietro di ben sei anni.
Dopo una seduta di forti vendite sui mercati azionari del Vecchio Continente, l'indice paneuropeo Dj Stoxx 600 ha perso 4,8 punti percentuali, scivolando su livelli che non si vedevano dal marzo del 2003 e mettendo a segno il peggior tonfo dallo scorso dicembre.
Tra i settoriali, freccia rossa per il settore bancario europeo: lo Stoxx delle banche di Eurolandia ha chiuso con una perdita del 13,19% attestandosi tra i peggiori comparti del VecchioContinente.
A trascinare gli istituti bancari nel baratro ha contribuito Hsbc, sulla scia della notizia dei conti in calo del del 70% nel 2008. Tensioni, sempre per il settore finanziario, sono arrivati anche dal nuovo salvataggio statale di Aig: da Fed e Tesoro sono in arrivo altri 30 miliardi di fondi pubblici in cambio di azioni privilegiate della compagnia assicurativa.
Fra le principali piazze, Parigi perde il 4,48% e Francoforte il 3,48% e soprattutto Milano e Londra che chiudono con cali di oltre il 5%.
PIAZZA AFFARI
In caduta Milano, maglia nera d'Europa: il Mibtel ha perso il 5,67% e l'SP/Mib il 6,02%, che per la prima volta dal 1997 perde oltre sei punti.
Pioggia di vendite su tutti i settori: i titoli più colpiti sono stati ancora una volta i bancari.
A guidare i ribassi sono Unicredit (-9,11%) e Intesa Sanpaolo (-8,07%), ma non si salvano neppure B.Popolare (-8,33%), B.Mps (-6,22%), B.P.Milano (-6,5%) e Mediobanca (-6,23%).
Tra le blue chip unici titoli contro corrente sono mondatori e Fiat. Il Titolo del Lingotto festeggia anche i buoni dati che arrivano dalle immatricolazioni auto di febbraio.
Grazie agli incentivi governativi, Fiat registra un netto incremento dei contratti di acquisto che in Italia sono stati circa 70.000, il doppio rispetto a gennaio e il 30% in più rispetto a quelli siglati nel febbraio del 2008.
Un vero boom per le vetture a metano, con quasi 16.000 ordini a febbraio rispetto ai 3.000 contratti firmati a gennaio.
02 / 03 / 2009
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