Borse: l’Europa ringrazia la Fed. Piazza Affari torna a sorridere
Grazie all'intervento straordinario della Fed, i mercati azionari europei hanno scongiurato un’altra giornata all'insegna del ''panic selling'' dopo il crollo di ieri.
Il taglio dei tassi di interesse dello 0,75 - la prima volta dal 2001 interviene al di fuori delle riunioni programmate del Fomc - è stato il chiaro messaggio che Ben Bernanke e gli altri membri della Fed vogliono scongiurare una recessione e cercano di evitare una crisi profonda dei mercati finanziari.
Ma basterà? Gli analisti di Wall Street ritengono che il taglio odierno (il più consistente dal 1991) non sia sufficiente per scongiurare i rischi di recessione. Quindi dobbiamo prepararci ad una nuova sforbiciata di 0,20-0,50 punti base nella riunione di fine gennaio.
Una piccola curiosità: con questa operazione il costo del denaro statunitense scende sotto quello di Eurolandia - 3,5% a fronte del 4%.
E' la prima volta dal 21 settembre 2004 (Bce 2% e Fed 1,75%) che i tassi americani sono più bassi di quelli europei. Per trovare un gap di mezzo punto percentuale, come quello attuale, è necessario risalire al 10 agosto 2004.
Tornando alle chiusure europee, l'indice Stoxx 50 registra un recupero del 2,1% e sulla stessa linea il DJ Stoxx 600. Tra i principali listini Londra registra un +2,90%, Parigi un +2,1%; solo Francoforte in territorio negativo con l'indice Dax che chiude con un -0,31%.
A Milano, l'indice Mibtel chiude con un +1% tondo, a 25.861 punti, mentre l'S&P/Mib sale dell'1,18% e l'All Stars dello 0,78%. A livello di settori gli acquisti si sono concentrati su finanziari, costruzioni, materie prime e retail. In controtendenza le utilities, invariato il comparto Tlc.
Fra le blue chip a Piazza Affari, in deciso rialzo i cementiferi Italcementi (+9,2%) e Buzzi Unicem (+5,6%); bene i finanziari fra cui spiccano Unicredit (+4,4%), dopo il tracollo di ieri, Banco Popolare (+3,2%), Fonsai (+5,3%), Mps (+4,1%) e Mediobanca (+3,45%). In evidenza anche l'editoriale Mondadori (+3,4%), Bulgari (+4,6%) e Luxottica (+3,45%). Torna sopra i 16 euro Fiat che ha chiuso in rialzo del 2,4% a 16,11 euro sempre fra scambi sostenuti pari al 6,6% del capitale. In difficoltà i titoli più difensivi che avevano resistito meglio all'ondata di vendite delle scorse sedute come Atlantia (-5%), Snam (-3,8%), Terna (-3,3%), Enel (-2,91%) e Eni (-0,4%).
FACCIAMO DUE CONTI ALLA CRISI
Per i mercati azionari il 2008 è iniziato in modo molto negativo
EUROPA: Dall'inizio dell'anno le borse europee accusano una perdita di oltre 1.200 miliardi di euro con un ribasso di oltre il 16% e addirittura del 26% rispetto ai massimi toccati nel luglio scorso.
WALL STREET: è il peggior inizio d'anno da sempre. L'indice S&P 500 ha perso il 13% in appena tre settimane e il Dow Jones il 12%. In dollari significa che dall'inizio di gennaio Wall Street ha bruciato qualcosa come 1.500 miliardi di dollari.
ASIA: il bilancio è molto negativo. Hong Kong dopo la fase rialzista ha perso oltre il 30% rispetto ai massimi di ottobre. Sulla stessa linea Shanghai.