Borse nel panico: torna lo spettro della crisi del ’29. Ecco cosa accadde
Il tracollo finanziario di questi giorni fa evocare sempre più spesso lo spettro del 1929.
- Questi alcuni fatti su quella crisi
La Grande Depressione, conosciuta anche come crisi del 1929 o crollo di Wall Street, fu una grave crisi economica che colpì gli Stati Uniti e la maggior parte dei Paesi occidentali.
Le conseguenze negative della crisi si protrassero fino alla metà degli anni '30.
La crisi iniziò con il crollo della Borsa di New York, il 24 ottobre del 1929 (il cosiddetto "giovedì nero").
Ci fu una corsa al ribasso senza precedenti che ebbe il suo apice cinque giorni dopo, il "martedi' nero" quando furono vendute 16 milioni e mezzo di azioni.
In una sola seduta furono bruciati 14 miliardi di dollari e Wall Street andò giù del 13%.
Il tracollo di Wall Street, durò settimane e generò un'ondata di panico tra grandi e piccoli investitori, che ritirarono il denaro dalle banche.
La crisi di liquidità, il fallimento di grandi banche e di importanti industrie innescò una crisi globale. A fine anno la borsa americana aveva perso 40 miliardi di dollari e gli indici continuavano a scendere.
La crisi era legata a più fattori, frutto di un decennio di scelte politiche deboli ed errate. Una forte sovrapproduzione non corrisposta da un adeguata crescita dei redditi.
Un sistema finanziario senza controllo, un eccesso di prestiti legato a un sistema bancario senza limitazioni e un sistema economico internazionale considerato chiuso.
Le conseguenze della crisi coinvolsero anche tutti i paesi legati finanziariamente ed economicamente agli Stati Uniti, generando effetti a lungo termine su scala mondiale.
Fallimenti, disoccupazione, produzione dimezzata e drastico calo dei consumi: la crisi colpì soprattutto il ceto medio.
Le prime iniziative comuni per arginare la crisi furono un sostanziale fallimento che spinse i vari Paesi a adottare misure a livello nazionale, inaugurando così nuove politiche economiche.
In generale si ridimensionò lo spirito liberista: più intervento statale, forme di protezionismo commerciale e più spesa pubblica.
Il presidente americano Herbert C. Hoover inaugurò molti programmi per favorire la ripresa.
La vera ripresa si ebbe però con i programmi del New Deal, il piano con cui il presidente, Franklin D. Roosevelt, rilanciò l'economia americana dal 1933 in poi.
08 / 10 / 2008