Borse: nuova giornata di vendite. Annullato il mini-rimbalzo di inizio settimana
Un'altra seduta nera per le Borse europee che, dopo il tonfo di ieri, hanno così bruciato i guadagni messi a segni dal maxi-rimbalzo di lunedì e martedì.
A spingere al ribasso gli indici i rinnovati timori di una recessione economica globale, supportati anche dai negativi dati macro Usa diffusi oggi, mentre il prezzo del petrolio è sceso sotto i 70 dollari al barile.
A Milano il Mibtel ha perso il 5,75% a 15.871 punti, l'S&P/Mib il 6,78%.
In profondo rosso anche le altre piazze del Vecchio Continente: Parigi -5,92%, Francoforte -4,91%, Londra -5,35%, Zurigo -3,26%, Madrid -4,11%.
LA GIORNATA
I listini europei avevano aperto la seduta già in pesante ribasso in scia al crollo di ieri di Wall Street e delle Borse asiatiche stamattina, con l'indice Nikkei che ha chiuso a -11,41%, il peggior calo dal 1987.
A spaventare gli investitori la certezza che le economie di Europa e Stati Uniti siano entrate ormai in fase di recessione.
Il Beige Book della Federale Reserve pubblicato ieri sera ha alimentato nuovi timori, dipingendo un quadro per l'economia americana di profonda debolezza.
Le Borse del Vecchio Continente avevano poi cercato di ridurre le perdite nel corso della seduta ma i nuovi dati macro Usa, con la Borsa di New York virata in rosso, hanno stoppato ogni tentativo di recupero.
Il dato sulla produzione industriale di settembre è risultato in calo del 2,8%, tre volte più delle attese, registrando la peggiore performance mensile dal 1974. Malissimo anche l'indice manifatturiero della Fed di Philadelphia, attestatosi a -37,5 contro il +3,8 di settembre.
PIAZZA AFFARI
Anche oggi sono i titoli bancari a pagare il prezzo più alto al ribasso generale, caratterizzato da grande volatilità.
Fra le blue chip maglia nera per Unicredit che ha ceduto il 13,07% a 2,16 euro aggiornando i nuovi minimi dell'anno.
Male anche Intesa Sanpaolo che ha chiuso in calo del 12,53% sotto la soglia psicologica dei 3 euro a 2,86, fra scambi pari all'1,29% del capitale.
In controtendenza la Bpm, che risale dell'1,63% mentre il Banco Popolare, che per tutta la seduta aveva registrato consistenti recuperi, ha finito per perdere lo 0,91%.
A picco gli energetici in scia al crollo del greggio sotto i 70 dollari al barile: Eni chiude a -7,79% e Saipem a -11,72%, mentre Tenaris scende del 10,18%. Scende, fra gli altri energetici, anche Enel (-5,74%) mentre sono in rialzo, nel settore, A2a (+0,86%) e Snam rete gas (+1,22%).
Flessioni pesanti anche nel comparto industriale e telefonico: male cPrysmian a -10,04%, fiat a -6%, Finmeccanica a -8,51%, Telecom Italia a -3,24%, Tiscali a -6,08% e Fastweb a -5,36%.
16 / 10 / 2008