Borse: profondo rosso in Europa
I mercati hanno paura: la reazione è un crollo verticale su tutti i listini mondiali.
L’incubo recessione negli Stati Uniti e la sensazione che potrebbero esserci altre sorprese negative dalla crisi dei mutui subprime si concretizzano in uno dei lunedì più neri degli ultimi anni (maggior calo dal quel maledetto 11 settembre 2001).
A seminare il panico sin dai primi scambi, la chiusura in forte calo dei listini asiatici con Tokyo che ha ceduto il 3,9%, Hong Kong il 5,5%, Shanghai il 5,14%. Fra i settori duramente colpito il comparto finanziario con l'indice Eurostoxx delle banche che ceduto il 7,24%, quello delle assicurazioni l'8,05%. Male anche i comparti più difensivi come utilities (-7,4%), oil (-5,65%) e farmceutici (-5,4%).
PIAZZA AFFARI
A Milano, dove sono state numerose le temporanee sospensioni dagli scambi per eccesso di ribasso, lo S&P/Mib e il Mibtel hanno chiuso con un saldo negativo rispettivamente del 5,17% a 33903 punti e del 4,85% a 25606 punti.
Nessun titolo dello SPMib chiude senza perdite: maglia nera per Unicredit che ha ceduto il 9,1% a quota 4,84 euro, con scambi pari al 2,45% del capitale. Sempre fra i finanziari in deciso calo Intesa Sanpaolo (-5,05%), Mediobanca (-4,96%) e Generali (-5,15%).
Pioggia di vendite anche sui titoli difensivi come Saipem (-8,7%), A2A (-7,2%) e Atlantia (-5,95%). Relativamente resistenti le Fiat che perdono due punti, e poi Italcementi, Lottomatica e Snam con ribassi inferiori all'1%. I rialzi riguardano solo titoli minori, come le IRCE (+3,6%), le Grandi Viaggi (+2%), le Immobiliare Lombarda (+2%), le Camfin (+0,6%).
LE ALTRE BORSE EUROPEE
L'Ftse-100 ha lasciato sul terreno il 5,48% del suo valore, a 5.578 punti, facendo registrare così il maggior ribasso degli ultimi 6 anni. Tra i maggiori ribassi si segnalano quelli quelli accusati dal settore dei minerari, sotto pressione a causa dei pesanti riflessi che una recessione Usa potrebbe avere sulla domanda di commodities. Pioggia di vendite su Bhp Billiton (-11,28%) che non ha fatto nuove offerte per Rio Tinto (-10,41%).
Il Cac 40 di Parigi ha chiuso con un calo del 6,83% (sceso di 347,95 punti a quota 4.774,45), la flessione più ampia dall'11 settembre 2001. Anche i volumi di scambi hanno battuto un record storico, superando i 13 miliardi di euro. Tra i titoli che hanno sperimentato i ribassi più consistenti, spicca ArcerlorMittal, che ha perso l'11% in scia alla debolezza dell'intero settore minerario.
Lo Smi ha lasciato sul terreno il 5,3% a quota 7.287. Tra i titoli, crollo per Swiss Re (-10%), Abb (-8,5%), Baloise (-7,9%) e Swiss Life (-7,1%).
L’indice Dax ha chiuso in calo del 7,16%, a quota 6.790,19 punti. Si tratta del calo maggiore registrato dall' 11 settembre 2001 Tra i titoli, sotto pressione il settore bancario e assicurativo, con Allianz, che ha perso il 10%, Hypo Real Estate, che ha lasciato sul campo il 18%, Deutsche Bank, che è scesa del 7,3%, e Commerzbank (-10%).
L'Ibex-35 è sceso del 7,5% a quota 12.625, registrando la perdita maggiore tra i listini europei. Tra i titoli, ha chiuso con una flessione dell'11% Iberdrola, come anche Sacyr, mentre Gamesa è scesa del 10%. In rosso anche Santander (-9%) e Telefonica (-6,9%).