Borse: sale l’attesa per la riunione della Bce
Si prevede una riunione “calda” per la Bce, che giovedì dovrà decidere sui tassi d’interesse nell’eurozona: la Fed (Usa) ha deciso di tagliare i tassi, per fronteggiare la situazione di crisi in cui versa l’economia Usa, mentre la Bce è rimasta, per ora, ferma.
Attualmente l’inflazione in Eurolandia è in ripresa, naturale conseguenza della recente crescita delle materie prime e dell’energia: NON potevamo infatti aspettarci che tali rincari non impattassero sul tasso ufficiale di inflazione.
Voglio ricordare che l’inflazione è balzata, a sorpresa, al 2,6% annuo, un nuovo massimo dal settembre 2005, contro 2,1% in settembre e 2,3% atteso dagli analisti. Il dato ha così superato per il secondo mese consecutivo la soglia del 2% tollerata nel medio termine dalla Bce.
Un aumento dell'inflazione suggerirebbe quindi un aumento dei tassi da parte della BCE, MA molto probabilmete (così stimano gli analisti) la Banca Centrale manterrà fermi i tassi, almeno per questa riunione. Ma quanto durerà?
Difficile fare previsioni: possiamo solo evidenziare che una politica monetaria restrittiva (cioè un nuovo rialzo dei tassi) avrebbe effetti negativi sulla crescita andando anche a rafforzare ulteriormente l’euro sul dollaro (e sulle altre valute), aggravando gli squilibri monetari in atto.
Non dimentichiamo, inoltre, che un nuovo rialzo dei tassi significherebbe un nuovo aggravio per le famiglie più deboli, che dovrebbero fare i conti con prestiti più onerosi, oltre che con una spesa quotidiana sempre più costosa.