Casa: abitare in condominio, al nord i più litigiosi Volete abitare in un condominio discreto, silenzioso e tranquillo, almeno dal punto di vista dei rapporti con i vicini di casa? Declinate gli appartamenti al nord, soprattutto quelli nel Veneto. Ma non fanno per voi nemmeno quelli nel Lazio e nella Toscana: meglio puntare a Sicilia, Puglia, Sardegna e Basilicata.
Quella dei litigi è una peculiarità di molti condomini, dove spesso la convivenza con vicini poco educati, rumorosi o addirittura smaccatamente impertinenti può essere molto difficile e addirittura causare eventi di violenza: secondo l'Associazione Nazional-europea Amministratori d'Immobili (Anamni) la 'mappatura' delle liti nella Penisola presenta però alcune differenze geografiche, anche se alla fine si discute un po' ovunque.
Così si litiga più al nord (45% dei casi), poi al centro (30%), quindi al sud (25%): al nord, in particolare, è messo peggio il nord-est (19%), seguito dal nord-centro (16%) e dal nord-ovest (10%).
Scendendo nello specifico, le regioni in assoluto con i vicini di casa più attaccabrighe sono Veneto (12%), Lazio e Campania (10%), Lombardia (9%); quelle con i condòmini più calmi la Liguria (4%), la Puglia e la Sicilia (3%), la Sardegna e la Basilicata (2%).
"Quel 45% di litigiosità collocata al nord - chiarisce Giuseppe Bica, presidente dell'Anamni - si spiega con la forte densità urbana e industriale di quelle regioni, dove c'è una vita cittadina decisamente stressante e con un'incidenza notevole dell'immigrazione, che spesso innesca conflitti legati alle diversità culturali".
Al centro ed al sud, invece, nonostante la presenza di alcune grandi città (Roma, Napoli, Bari, Palermo), il litigio condominiale si verifica, ma con una minor frequenza: "Qui l'urbanizzazione è in qualche maniera più a misura d'uomo.
L'associazione sottolinea anche il risvolto giudiziario tipico di queste liti: il costo di una procedura civile per una lite di condominio varia dai 2 ai 3mila euro, con una tempistica media di circa 3 anni.
"Un buon amministratore di condominio dovrebbe bloccare questo meccanismo perverso che, tra l'altro, non porta a nulla - osserva il presidente dell'Anammi - e ai condomini in conflitto consigliamo di non irrigidirsi, ma di tentare la via della mediazione che, a tutt'oggi, è quella che produce i risultati migliori".
Sull'eventualità di ricorrere alla legge sullo stalking per definire le controversie, come già accaduto in alcuni episodi, è invece bene essere cauti: "L'idea potrebbe essere percorribile - suggerisce Bica - ma non essendoci ancora una giurisprudenza al riguardo è rischioso creare grandi aspettative. Anche perchè non è così agevole assimilare il vicino fastidioso all'ex fidanzato persecutore".
21 / 05 / 2009
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