Casa: in arrivo l’Ici e la revisione delle rendite catastali. Ecco quanto costerà I proprietari di case tremano. Sono in arrivo una serie di misure che potrebbero rivelarsi un vero salasso per la maggior parte delle famiglie italiane. Come noto, il nuovo governo a guida Monti ha intenzione di reintrodurre l'Ici, ma questa imposta potrebbe non essere sola, si potrebbe infatti intrecciare con un altra mossa fiscale, la rivalutazione delle rendite catastali.
TORNA L’ICI
Nella sua vecchia versione, l'Ici sull'abitazione principale prevedeva un'aliquota ridotta rispetto a quella ordinaria e una detrazione fissa (in genere 103,29 euro) dall'imposta lorda. Difficile, che la nuova Ici sia del tutto simile a quella abbandonata nel 2008, perché le ipotesi sul tavolo del Governo parlano di un'imposta progressiva, che dovrebbe quindi far crescere la richiesta in base al valore dell'immobile (o al numero di immobili posseduti dallo stesso contribuente).
Sul tavolo almeno due ipotesi: anticipare la nuova imposta municipale (Imu) dal 2014 al 2012 estendendola all'abitazione principale oppure puntare su una service tax aggiuntiva. La «Res» proposta dall'esecutivo uscente oppure l'«Ics» immaginata a suo tempo dal Pd. Portando il futuro tributo sulla proprietà ad assumere sempre più i contorni della patrimoniale.
l punto fermo è che la soluzione arriverà (in tutto o in parte) con i decreti correttivi del federalismo fiscale. Se si decidesse di applicare l'Imu anticipata servirebbe un decreto legge che ripristini l'Ici prima casa cosicché la futura Imu possa nascere irrobustita e anticipata di 24 mesi (per effetto di una modifica ad hoc al decreto legislativo 23 del 2011).
RENDITE CATASTALI
Le rendite catastali sono l'indicatore sul quale vengono calcolate tutte le principali imposte sulla casa. Sono state fissate nel 1988, applicate nel 1992 e aggiornate una prima volta, con aumento lineare del 5 per cento, nel 1996. In pratica, a ogni vano catastale è assegnato un valore, che teoricamente indica la rendita ottenibile ogni anno attraverso il locale. Moltiplicata per i vani, la rendita determina il valore catastale, cioè la base imponibile su cui viene applicata l'Ici.
L'aggiornamento delle rendite catastali trova due giustificazioni. Gli indicatori applicati oggi, prima di tutto, sono datati, e quindi completamente scollegati dai valori di mercato. In secondo luogo, spesso non tengono conto delle ristrutturazioni che hanno radicalmente modificato gli immobili, con la conseguenza per esempio che decine di migliaia di appartamenti nei centri storici sono ancora «popolari» o «ultrapopolari» per il Fisco, mentre rappresentano alloggi più o meno esclusivi nella realtà.
FACCIAMO DUE CONTI
Ipotizzando un aumento (come sembra) delle rendite catastali in un range tra il 10% e il 25% il rincaro per le famiglie potrebbe essere nell’ordine di 100/200 euro a immobile.
ALTRE IPOTESI
Un'altra soluzione per reperire nuove risorse sempre su base locale sarebbe insistere sull'introduzione del nuovo tributo rifiuti e servizi (Res) che avrebbe il compito di sostituire Tarsu e Tia e colpire tutti i proprietari in virtù dell'erogazione, da un lato, del servizio di raccolta dei rifiuti e, dall'altro, di quelli indivisibili. Il Dlgs correttivo varato dal Consiglio dei ministri del 24 ottobre scorso prevede un'aliquota di partenza del 2 per mille che, tradotto in termini di gettito, significa, qualora non si abbassasse contestualmente l'asticella dell'Imu dal 7,6 al 6,6 per mille, un miliardo di euro in più a disposizione per i municipi. 21 / 11 / 2011
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