Casa: prezzi e costi in salita. Dal 2001 incrementi del 40%. Ma in Europa i prezzi scendono L'abitazione continua a rappresentare un enorme problema per le famiglie italiane, sia relativamente all'acquisto, sia per quanto riguarda l'affitto ed i costi mensili complessivi.
In base ad una ricerca effettuate da Federconsumatori e Adusbef, per l'acquisto di un appartamento di 90 mq in una zona semicentrale di una grande area metropolitana, si è passati da 15 anni di stipendio necessari nel 2002 a circa 20 anni nel 2008. L'incremento, dal 2001, è stato del 46%.
Comprare casa oggi, dunque è sempre più difficile, sia per il potere di acquisto assai ridotto delle famiglie, ulteriormente aggravato dalla crisi finanziaria, sia a causa della sussistenza di una forte stretta creditizia da parte delle banche per quanto riguarda l'erogazione dei mutui.
E i prezzi non aiutano: il mercato immobiliare langue in Italia come in gran parte dei paesi europei, ma al contrario di quanto sta accadendo in molte delle metropoli del vecchio continente, da noi i prezzi delle case continuano ad aumentare.
Se prendiamo ad esempio i dati del Centro Studi di Confindustria (che ha elaborato le cifre di Scenari immobiliari) notiamo come al centro di Milano a dicembre 2008 si è registrato un incremento dei prezzi al metro quadro del 2%.
LA SITUAZIONE IN EUROPA
Nella capitale britannica, una delle città europee più colpite dalla crisi finanziaria prima ed economica poi, i prezzi delle case, alle stelle fino a pochi mesi fa, sono diminuiti a dicembre del 5%.
Ma i dati degli analisti locali sono ancora più cupi se si guarda a gennaio. Secondo le rilevazioni della Nationwide Building Society, banca specializzata nella concessione di mutui, nel primo mese dell'anno i prezzi sono infatti diminuiti dell'1,3% rispetto a dicembre e sono andati a picco del 16% rispetto a gennaio del 2007.
Il mercato non è andato meglio a fine anno neanche a Barcellona (anche in questo caso, secondo il CsC, -5% a dicembre 2008) e a Praga (-3,5%). Ma anche a Francoforte il calo si è fatto sentire con un -2,7%, così come a Lisbona (-0,8%).
Restano invece immutate le quotazioni di Bruxelles, dove il Centro studi calcola una variazione nulla rispetto a dicembre dell'anno precedente. In Europa l'Italia non è comunque l'unica a mostrare segno più.
La crisi sembra infatti aver risparmiato anche i mercati immobiliari di Atene, dove è si registra un +1,8%, di Parigi, con un +3,1%, e di Amsterdam (+3,6%).
Niente affatto scalfiti anche i prezzi di Varsavia, in aumento del 4%, di Copenaghen (+5,7%) e di Stoccolma, dove l'incremento è stato a dicembre addirittura dell'8%.
03 / 03 / 2009
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