Consumatori: anche in Italia arriva la Class action
Class action, ovvero il terrore della grande industria; l'arma di distruzione di massa in mano ai consumatori (e ai loro avvocati) arriva anche in Italia, Ma avrà i suoi effetti anche da noi come negli Usa?
Questa è la domanda che tutte le associazioni dei consumatori e tutti i cittadini si pongono: speriamo che un’arma così “potente” possa cambiare il rapporto tra produttori e consumatori, portando ad un miglioramento dei servizi e dei prodotti offerti, in un Paese dove “imbrogliare” è all’ordine del giorno e SOPRATTUTTO dove la stessa norma è stata approvata grazie ad un errore di voto del senatore di Forza Italia, Roberto Antonione.
Ma cosa è la Class action?
La norma si basa sul principio che consente ad un'intera collettività di costituirsi parte civile e partecipare a cause collettive contro società fornitrici di beni o servizi.
L’azione legale, è iniziata da un soggetto che chiede al Tribunale di essere autorizzato ad agire per sé e per altri che si trovano nella medesima situazione.
L’attivazione di un’azione collettiva è prevista per ottenere rimborsi legati a contratti con clausole prestampate, pratiche commerciali illecite o a comportamenti anticoncorrenziali da parte di società fornitrici di beni o servizi.
Gli effetti della norma si vedranno immediatamente: con l’approvazione si interrompono le prescrizioni delle altre cause avviate dai consumatori, magari singolarmente.
Inizialmente ci sarà la decisione del giudice, che stabilirà se l'impresa va condannata, fissando le modalità per stabilire gli importi dovuti e la procedura per attribuire il rimborso ad ogni singolo cittadino.
Dalla causa collettiva si passa poi a stabilire i rimborsi individuali: le decisioni saranno prese da una Camera di Conciliazione che dovrà essere costituita presso il tribunale che si occupa della causa.
I COSTI
La parcella degli avvocati dei ricorrenti sarà pagata dalla società condannata, anche se solo parzialmente. L'importo dovuto non dovrà però superare il 10% del valore collettivo del risarcimento
IL CODACONS CONTESTA
Secondo il Codacons, la norma sarebbe il solito pasticcio all’italiana: non ci sarebbe infatti il danno punitivo per le aziende (previsto negli Usa), inoltre i consumatori potranno avere un risarcimento solo se giovani, visto che dovranno aspettare almeno 20 anni prima di poter avere una liquidazione dei danni.
Sarebbero, infatti –secondo il Codacons - almeno tre i giudizi (con almeno tre gradi l'uno) per un totale di nove processi, per chiudere un procedimento.