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Conti dormienti: via al fondo per le vittime dei crack finanziari Finalmente una notizia positiva per i risparmiatori; le banche saranno espropriate di quei depositi che per anni hanno utilizzato impropriamente per pareggiare i loro bilanci. Parlo di quei soldi depositati su conti correnti bancari e non, non movimentati negli ultimi dieci anni. Per anni le associazioni dei consumatori hanno “battagliato” con gli Istituti di credito ed il Governo affinché quei fondi (le associazioni stimano un patrimonio tra i 10 e i 15 miliardi di euro) siano utilizzati a favore dei consumatori truffati.
Il Consiglio dei ministri, in attuazione delle ultime due leggi finanziarie, ha varato un decreto presidenziale in cui si stabilisce che i conti dormienti che per dieci anni non abbiano subito alcuna movimentazione da parte del titolare o di un delegato vengono dichiarati "dormienti" e in quanto tali confluiscono in un Fondo che sarà utilizzato per il rimborso delle vittime dei crac finanziari come Cirio, Parmalat e Tango bond; inoltre, sarà utilizzato per funzioni di utilità sociale e per la stabilizzazione dei precari nella pubblica amministrazione.
Voglio ricordare però, che il passaggio al Fondo non sarà automatico, infatti, l’intermediario finanziario dovrà dare comunicazione agli interessati o a terzi delegati (con una raccomandata con ricevuta di ritorno) dell'estinzione del conto e, di fatto, il conto sarà chiuso solo dopo 180 giorni effettuata questa comunicazione. Basterà a quel punto anche un piccolo movimento in questi sei mesi per annullare la procedura avviata, comunque in ogni caso gli interessati potranno sempre fare opposizione al provvedimento preso.
Molta attenzione: saranno denominati dormienti non solo i conti correnti bancari, ma anche tutti i rapporti nei quali c'è un deposito di denaro, tanto che gli intermediari interessati sono non solo le banche ma anche le Poste e le imprese di assicurazione. Quindi se avete un vecchio contratto (esempio: libretto, deposito) con una Banca/Posta o Assicurazione che non utilizzate più andate a verificare la data dell’ultimo movimento perché anche Voi potreste rientrare tra quei risparmiatori “dormienti” senza saperlo.
16 luglio 2007
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