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Conti pubblici: anche l’Ocse non ha dubbi, il Tesoretto per ridurre il deficit L’economia italiana prosegue la sua crescita, anche se è ancora troppo presto per dire che il Paese ha voltato pagina e in una prospettiva di medio termine rimangono davanti al Paese "sfide enormi" da affrontare. Questo il profilo tracciato dall'Ocse nel suo ultimo Rapporto sull’Italia presentato oggi a Roma dal segretario generale dell'organizzazione Angel Gurria ospite a Palazzo Chigi del premier Romano Prodi.
La crescita del bel Paese sarà pari all'1,9 per cento nel 2007 e dovrebbe proseguire anche nei prossimi due anni fin quando la domanda estera si manterrà robusta.
Le stime relative al prodotto interno lordo cresciuto "più del previsto dopo un lungo periodo di fiacca", prevedono un aumento del 2 per cento per il 2007 e dell'1,7 per cento nel 2008.
L'Italia, continua l'Ocse, ha messo a punto un "impressionante" rientro del deficit nel 2006 e nel 2007 ma troppo basato sul peso della pressione fiscale e quindi sull'entità delle entrate e al "costo di un aumento del 2 per cento del rapporto tasse/Pil", rapporto che, se sostenuto "potrebbe avere conseguenze negative sulla crescita" e sulla competitività. Le previsioni del rapporto deficit-Pil vengono riviste al ribasso al 2,5 per cento per il biennio 2007-2008 contro le precedenti stime di un deficit che oscillavano tra il 3,2 per cento e 3,3 per cento.
Nessun dubbio sull’utilizzo dell’extragettito fiscale: “L’Italia, suggerisce l’Ocse, non deve lasciarsi sfuggire l’opportunità di usare il tesoretto per ridurre il deficit e contribuire al riassorbimento del debito piuttosto che utilizzarlo per aumentare la spesa pubblica o tagliare le tasse”. L’obiettivo per il debito, ricorda il segretario generale dell’Ocse, è di una discesa “sotto il 60%” del Pil.
Ed ora, cosa farà il nostro bel Prodi? Recentemente, forse per una bella manovra politica (le elezioni del 27-28 maggio) aveva indicato cinque priorità per il suo “tesoretto”: pensioni più basse e ammortizzatori sociali, infrastrutture, ricerca, piano casa e sostegno alla famiglia. Saranno ancora queste le voci che beneficeranno del famigerato extragettito che oltretutto secondo i dati di maggio delle entrate fiscali potrebbe salire dai 2,5 miliardi (come indicato nella Relazione unificata di marzo), fino a 4-5 miliardi di euro, oppure ascolterà i vari “consigli” provenienti dall’Europa?
Speriamo che anche questa volta non si giunga ad una “scelta all’italiana” e si faccia veramente un altro passo verso il risanamento del nostro Paese che finalmente dopo molti anni ha forse ingranato la marcia giusta; l’Italia come ha ribadito oggi l’Ocse ha avviato un programma di riforme che sta funzionando bene anche se c’è ancora molto da fare in settori come la concorrenza, i servizi e il settore fiscale. Da non dimenticare l’attuazione e la realizzazione delle riforme sulla previdenza già decise, in particolare lo scalone, e cioè il passaggio a 60 anni da 57 anni dell’età minima per ricevere le pensioni di anzianità, passando a 62 anni dal 2014, e la revisione ogni dieci anni dei coefficienti.
16 luglio 2007
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