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Conti pubblici: Ue, dalla riforma del Tfr nessun miracolo

La riforma sul nostro Tfr sembra non avere pace. L’Unione Europea lancia un nuovo allarme sulla reale fattibilità della riforma, la quale andrebbe a ridurre il deficit ...MA.. non migliorerebbe la sostenibilità finanziaria perchè implicherebbe future spese addizionali. L’amaro responso è quanto si legge dal Rapporto sulle Finanze pubbliche per il 2007 della commissione Ue, che esprime "notevole incertezza" sulle entrate previste dalla riforma i cui benefici sui conti si attenueranno, quando l'Inps dovrà iniziare a pagare le liquidazioni. Alla base quindi dell’incertezza ci sarebbe il prossimo/probabile trasferimento del Tfr dalle aziende alle casse dell'Inps o ai fondi di previdenza complementare. Allo Stato sono contestate le stime relative la scelta che TUTTI (o quasi) dovremo fare entro il 30 giugno. In base ai conti del Governo più del 60% dei dipendenti privati rifiuteranno in modo esplicito il trasferimento del loro Tfr ai fondi pensione privati. Per l’Ue il dato potrebbe essere molto diverso da quanto ipotizzato in quanto i lavoratori con la formula del silenzio-assenso potrebbero in seguito scegliere di aderire ai fondi pensione privati portando l’adesione al complementare nel 2007 ad un livello più alto del previsto. Traducendo, l'impatto ufficialmente previsto della misura sui conti pubblici sembra essere a rischio. La riforma quindi, molto probabilmente non comporterà quel miglioramento stimato dal Governo dei conti pubblici se non per alcuni anni; secondo le previsioni ufficiali dell’Ue l'impatto sulla riduzione del debito dovrebbe diminuire nel tempo (circa 8-9 anni) fino ad arrivare ad un bilanciamento tra entrate aggiunte e benefici concessi. Non ci resta che aspettare RICORDANDOCI però di fare la nostra scelta sul Tfr entro il 30 GIUGNO. Secondo gli ultimi sondaggi il 51% dei dipendenti privati l’ha già fatto: quasi tre quarti lo lasceranno in azienda, il 13% lo destinerà ad un fondo negoziale chiuso, il 5% ad un fondo aperto, il 10% ad un piano individuale pensionistico. 16 luglio 2007


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