Crac Parmalati: big alla sbarra e prima vittoria per i consumatori truffati; forse
Finalmente un pò di giustizia: sembrerebbe prendere la strada giusta il processo relativo al crac Parmalat. Il gup di Parma, Domenico Truppa, ha, infatti, rinviato a giudizio nell'ambito del filone dell’udienza preliminare del processo 66 persone tra manager, banchieri, affaristi e avvocati. Tra questi, spiccano nomi illustri, protagonisti di uno dei tracolli finanziari più scandalosi e ingenti, per numero di persone truffate e per consistenza economica, che il Paese ricordi: come riporta il Financial Times, “La frode più ampia nella storia moderna dell’Europa” Rinviati a giudizio, non solo, Calisto Tanzi e Fausto Tonna, numero uno e direttore finanziario della Parmalat, ma anche “nomi” di spicco della nostra finanza come Matteo Arpe e Cesare Geronzi, presidente di Capitalia e presidente del consiglio di sorveglianza di Mediobanca ai quali è stata mossa l'accusa di usura e concorso in bancarotta fraudolenta per il caso Ciappazzi. Il caso riguarda la vendita controversa dell'omonima azienda di acque minerali che Calisto Tanzi acquistò da Ciarrapico: secondo quanto ritenuto dal Gup dietro quella cessione c'era Geronzi e Capitalia che "obbligò" Tanzi a comprare quell'azienda in cattivissime acque. MA VENIAMO ALL’ASPETTO PIU’ IMPORTANTE PER I CONSUMATORI Il gup di Parma ha infatti deciso anche un primo risarcimento per i risparmiatori che hanno pagato a caro prezzo il crac da 14 miliardi dell’azienda di Parma. Truppa ha riconosciuto in 40 milioni il rimborso, come danno morale ai 35 mila risparmiatori: il rimborso rappresenterebbe circa il 10% di quanto investito dai risparmiatori, ovvero 400 milioni di euro. Sembrerebbe una cifra “ridicola” ma potrebbe non esserlo in quanto la somma riguarderebbe il risarcimento del “danno morale”, quindi teoricamente sommabile ad un eventuale risarcimento del “danno materiale”. MA c’è un piccolo problema: al risarcimento sarebbero tenuti, per il momento, i tre imputati condannati con rito abbreviato, Luciano Del Soldato, ex direttore finanziario di Parmalat, Giampaolo Zini, inventore del fondo Epicurum e Maurizio Bianchi, revisore tra il '94 e il 2001 di Parmalat. Ma questi signori avranno i soldi per risarcire i consumatori? Vista l’entità della cifra mi sembra poco probabile che i tre imputati possano assolvere a tale debito. MA una piccola speranza con questo primo risultato si è accesa: l’auspicio è che si arrivi a delle condanne anche per le banche chiamate a rispondere in altri tronconi del processo; in quel caso cambierebbe tutto vista la disponibilità di fondi. INFORMAZIONI UTILI Voglio ricordare, ai risparmiatori parmalat truffati, che è ancora possibile costituirsi parte civile. Con il rinvio a giudizio si riaprono i termini per la riammissione, il nuovo termine è fissato al 14 marzo 2008.
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