Crisi dei mercati: le misure adottate dal Governo Italiano
Garanzia pubblica sulle nuove obbligazioni emesse dalle banche, titoli di Stato a disposizione degli istituti di credito per ottenere rifinanziamenti dalla Bce, garanzia del governo sulle operazioni di prestito titoli.
Sono queste le misure adottate dall'Esecutivo con il nuovo decreto anti-crisi che si affianca al dl varato mercoledì 8 ottobre e che segue le decisioni adottate nella riunione dei leader dei paesi dell'area euro.
In particolare, per fare in modo che le banche possano trovare risorse sul mercato, il decreto prevede la garanzia dello Stato sulle nuove emissioni, con durata fino a 5 anni, che gli istituti italiani vareranno entro la fine del 2009.
La concessione di questa garanzia, ha spiegato il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, sarà sottoposta al vaglio della Banca d'Italia ''sulla base di criteri analoghi a quelli previsti in caso di aumento di capitale'' già inseriti nel Dl dell'8 ottobre scorso.
Previste anche facilitazioni per il rifinanziamento delle banche presso la Bce.
Il Ministero dell'Economia potrà scambiare temporaneamente titoli di stato con strumenti di debito delle banche italiane.
I titoli di Stato così ottenuti dagli istituti potranno essere portati a garanzia presso la Banca Centrale Europea per ottenere liquidità. A fronte di questo swap a carico delle ci saranno oneri ''a condizioni di mercato''.
Infine via XX settembre potrà rilasciare, sempre a condizioni di mercato, garanzia dello Stato su operazioni di prestito titoli stipulate da banche italiane con soggetti privati anche non bancari.
Queste misure si aggiungono agli interventi già varati dal governo con il decreto di mercoledì scorso in cui si è prevista, tra l'altro, la possibilità per il Tesoro di entrare nel capitale delle banche, ove emergesse la necessità di farlo anche a seguito della valutazione della Banca d'Italia.
In questo caso, lo Stato entrerebbe acquistando azioni privilegiate senza diritto di voto.
La partecipazione pubblica non influenzerebbe gli orientamenti della governance ma da' allo Stato un "diritto di veto" su eventuali modifiche al piano di stabilizzazione che prelude all'intervento pubblico.
Facoltà di intervento che può spingersi fino al commissariamento della banca ''in presenza di situazioni in grado di minare la stabilità complessiva del sistema finanziario''.
Il decreto dell'8 ottobre assicura anche un'ulteriore garanzia pubblica sui depositi che si affianca a quella del Fondo Interbancario fino a 103.000 euro.
13 / 10 / 2008