Crisi del credito: scendono le vendite di case costose
La crisi del credito scoppiata negli Stati Uniti si sta espandendo sempre di più a macchia olio, colpendo ora anche la categoria nota con il nome di "jumbo" dei mutui che vengono erogati a clienti con buon merito creditizio.
La conseguenza, visibile sotto gli occhi di tutti, è la flessione delle vendite di case costose, che hanno un valore superiore ai 500.000 dollari. Il problema, è che i potenziali acquirenti di abitazioni costose si imbattono sempre più di frequente nella difficoltà ad accedere ai finanziamenti per l'acquisto delle case; e questo perchè la crisi esplosa nel settore dei mutui ha portato molte società a chiudere i rubinetti del credito.
In precedenza, tra l'altro, le società attive nel mercato dei mutui potevano in qualche modo liberarsi del rischio, ricorrendo alla cartolarizzazione del prestito, e vendendo i relativi strumenti finanziari - titoli garantiti dai mutui - agli investitori con maggiore propensione al rischio. Ora invece, causa anche la crescita nell'avversione al rischio, è più difficile per le società che erogano prestiti vendere i suddetti strumenti.
E il risultato è appunto la contrazione del credito. Alcune società, come Countrywide Financial, per esempio, sono state abbastanza chiare nel rendere noto che ora sono più orientate a erogare prestiti che possano essere garantiti dalle agenzie semi-governative Fannie Mae e Freddie Mac. E queste ultime di norma non garantiscono prestiti che hanno un valore superiore ai 417.000 dollari.
Altre hanno semplicemente reso più severi i parametri per l'erogazione del credito, decidendo anche di non erogare più i mutui "jumbo", in quanto troppo costosi. Infine, ci sono quelle banche che erogano ancora prestiti "jumbo", ma che per tutelarsi dal rischio decidono di applicare tassi di interesse più elevati: il risultato è che se in precedenza i clienti di un mutuo "jumbo" dovevano pagare tassi di interesse pari al 6,5%, ora sono sottoposti a un tasso fino al 9 per cento.