Crisi economia: anche i super ricchi piangono. In Italia diminuiti del 20 percento Anche i "super ricchi" hanno accusato il colpo della crisi economica del 2008: secondo il tredicesimo 'World wealth report' di Merrill Lynch e Capgemini, presentato questa mattina, nel mondo il numero di persone con ricchezza finanziaria superiore a 1 milione di dollari è diminuito lo scorso anno del 14,9% rispetto al precedente, per un patrimonio complessivo sceso del 19,5% a 32.800 miliardi di dollari.
Ancora più pesante il calo in Italia: il numero di ultra ricchi è sceso ai livelli del 2004-2005, vale a dire 163.700 persone, il 20,8% in meno rispetto al 2007 quando, grazie a due anni di crescita costante, erano 206.700 (+1,1% rispetto al 2006, +3,8% tra 2005 e 2006).
Netta anche la flessione, a livello mondiale, dei patrimoni oltre i 30 milioni di dollari: -24,6% per numero e -23,9% per valore. A livello geografico, i grandi ricchi continuano a risiedere soprattutto in Nord America, Asia ed Europa, con Stati Uniti, Giappone e Germania che, da soli, raggruppano il 54% del totale (raggiungevano il 53,3% nel 2007); al quarto posto i cinesi sopravanzano nel 2008 il Regno Unito, mentre l'Italia perde una posizione a vantaggio della Svizzera, passando dall'ottavo al nono posto, seguita dal Brasile che ha guadagnato due posizioni su Spagna e Australia.
Nel complesso, nei primi 12 posti restano gli stessi Paesi del 2007. Il calo più evidente è quello registrato a Hong Kong (-61,3%), seguito da quello dell'India, il paese che nel 2007 era cresciuto di più, e da Russia e Regno Unito; negli Stati Uniti il numero di grandi ricchi e' calato del 18,5% (2,4 milioni di persone contro i 3 milioni del 2007), in Giappone del 9,9%, mentre in Germania solo del 2,7%.
Una punta di ottimismo per il futuro: lo studio di Merril Lynch e Capgemini prevede che il numero di grandi ricchi e relativi patrimoni riprendera' presto a crescere, con un tasso di crescita annua dell'8,1% da qui al 2013; a quel punto, secondo le previsioni, la loro ricchezza complessiva raggiungera' i 48.500 miliardi di dollari.
Per quanto riguarda i comportamenti, nel 2008 i super ricchi hanno cercato riparo alla crisi riducendo la propria esposizione sul mercato azionario e destinando una quota maggiore del loro patrimonio verso investimenti a reddito fisso e cash (+6%) e al settore immobiliare (+4%).
In calo, invece, i 'passion investment', ossia i soldi destinati a oggetti e attivita' di piacere: in particolare, sono calati gli investimenti in attività filantropiche, soprattutto nell'ultimo trimestre dello scorso anno. E per il 2009 il 60% dei grandi ricchi nordamericani ha gia' dichiarato che ridurra' le proprie donazioni; più 'generosi' i giapponesi, che nel 54% dei casi aumenteranno le quote destinate a progetti benefici.
24 / 06 / 2009
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