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Crisi Italia: la nostra economia è ferma. Calano i consumi. Il Sud affonda


Prospettive non rosee per la nostra economia. Gli ultimi dati arrivano dall’Ufficio studi di Confcommercio che fotografa un paese sempre più diviso in due: il Nord che rallenta ed un Sud che affonda.

Partiamo dal Pil: nel 2011 il tasso di crescita si attesterà a +0,7% con un ulteriore rallentamento nel 2012 (+0,3%); quanto ai consumi, si prevede +0,7% nel 2011 e +0,2 nel 2012.

Il Mezzogiorno, in particolare, riduce il suo contributo sia in termini di Pil (con una quota sul totale nazionale che passa dal 24% del 1995 al 23,5% del 2011), che di consumi (dal 28,6% al 26,6%).

Il dato allarmante arriva proprio dai consumi che risultano in termini pro capite inferiori ai livelli di dieci anni fa e con una prospettiva di assoluta stagnazione per i prossimi anni.

Anche le dinamiche demografiche evidenziano segnali preoccupanti per il Sud: si riduce la quota di popolazione sul totale nazionale (passata dal 36,4% del 1995 al 34,4% del 2011), sono in ripresa i flussi migratori verso Nord (4 milioni di residenti in meno tra il 1955 e il 2008) e si registra una scarsa capacità di attrarre lavoratori stranieri: per ogni 100 nati vivi, infatti, sono solo 3,6 gli stranieri mentre nel Nord-Est sono circa 6 volte di più.

In aumento il tasso di disoccupazione, passato dall'11% del 2007 al 13,6% del 2011, in particolare quello giovanile dal 32,3% al 39,9%. Nelle regioni meridionali, inoltre, si concentra quasi la metà del totale nazionale delle persone in cerca di occupazione, il 47,5%.

Infine le aziende: in Italia nei primi nove mesi del 2011, tra aperture e chiusure, si registra una riduzione di oltre 41 mila imprese del commercio e dei servizi, di cui circa il 40% (oltre 16 mila) solo al Sud; Campania, Sicilia e Puglia, da sole, registrano quasi i 3/4 delle chiusure di tutte le imprese del Mezzogiorno.

22 / 11 / 2011



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