Crisi Italia: siamo in recessione. Pesa la frenata dell'industria Ora è ufficiale, l’Italia è in recessione. Secondo i dati diffusi dall’Istat nel quarto trimestre del 2011 il Pil del nostro Paese è diminuito dello 0,7% rispetto ai tre mesi prima e dello 0,5% nel confronto con ottobre-dicembre del 2010.
Il Pil è in calo per il secondo trimestre consecutivo dopo che nel terzo quarto dell'anno l'Istat aveva registrato un ribasso dello 0,2%. Dunque per gli economisti significa "recessione tecnica". Il ritorno in recessione avviene dopo poco più di due anni: l'ultimo periodo di recessione era terminato dopo il secondo trimestre del 2009 con il Pil in negativo del 5,1%.
Il ribasso dello 0,5% registrato dal Pil, su base annua, nel quarto trimestre 2011 rappresenta il primo calo tendenziale dal quarto trimestre del 2009.
Nel 2011- secondo le stime preliminari dell'Istat - il Pil è aumentato dello 0,4% (nel 2010 +1,4%), mentre il Pil acquisito per il 2012 (quello che si avrebbe con tutti i trimestri di quest'anno a crescita zero) è pari a -0,6%.
Il risultato congiunturale complessivo, spiega ancora l'istituto, e' la sintesi di dinamiche settoriali del valore aggiunto positive per l'agricoltura, negative per l'industria, sostanzialmente stazionarie per i servizi.
Nello stesso periodo il Pil e' aumentato in termini congiunturali dello 0,7% negli Stati Uniti mentre e' diminuito dello 0,2% nel Regno Unito e dello 0,6% in Giappone. In termini tendenziali, il Pil e' aumentato dell'1,6% negli Stati Uniti e dello 0,8% nel Regno Unito ed e' diminuito dell'1,0% in Giappone. 15 / 02 / 2012
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