Crisi Mutui: ora c’è il boom del tasso fisso. Troppo tardi
Siamo sempre in ritardo: la recente crisi dei mutui Usa e i rialzi della Bce sui tassi nell’eurozona hanno modificato profondamente il mercato dei finanziamenti.
Noi consumatori non possiamo che subire l’evoluzione del mercato, senza che qualcuno ci "protegga": coloro che dovrebbero aiutarci nella scelta del prodotto (mutuo, finanziamento…ecc.) più adatto alle nostre esigenze e all’evoluzione della situazione economica, il più delle volte, fa i propri interessi.
La crisi dei mutui subprime, molto probabilmente, era di difficile previsione MA le "mosse" della Bce iniziate due anni fa erano ampiamente attese dal mercato: nonostante ciò il ricorso ai finanziamenti a tasso variabile non ha subito diminuzioni portando inevitabilmente ad un aggravio per le famiglie che si erano indebitate a quei tassi (nessuno ci ha informato). Se si guarda l’indice Euribor (molti mutui sono legati a questo indice) è più che raddoppiato dal giugno 2005.
LE CONSEGUENZE
- Mercato in calo
- Forte incremento del tasso fisso
- Fiducia nelle banche in calo
I volumi erogati negli ultimi mesi confermano un forte calo del tasso variabile, con una netta inversione di tendenza rispetto agli ultimi anni: secondo i dati di Assofin oltre la metà dei contratti è stata stipulata con tassi fissi, per un importo medio di 125 mila euro ciascuno (la gran parte dei finanziamenti è compresa fra i 100 e i 200 mila euro) e con una netta tendenza ad aumentare il periodo di pagamento, che ormai è, per il 41 per cento dei mutui, superiore ai 25 anni.
Si registra inoltre un forte incremento delle richieste di rinegoziazione delle condizioni dei mutui e di passaggio al mutuo a tasso fisso.