Crisi: per gli italiani non è finita. Cresce la paura di perdere il lavoro La fine della crisi economica è ancora lontana e gli italiani sono sempre più preoccupati per il futuro del paese e della propria famiglia.
E' quanto emerge dalla fotografia scattata da un’indagine promossa dalla Confesercenti e dall'Ispo sui comportamenti degli italiani dopo più di un anno di crisi su un campione di 801 casi della popolazione adulta residente in Italia.
Dalla ricerca emerge un senso di precarietà e di incertezza soprattutto per quanto riguarda le condizioni occupazionali e sale il timore della perdita del posto di lavoro. Una famiglia su cinque è direttamente colpita dalla crisi e l'impressione generale è che le istituzioni non stiano facendo abbastanza: il 65% degli italiani è insoddisfatto delle misure adottate dal governo.
La preoccupazione, intanto, ha spinto la maggioranza degli italiani (79%) ad adottare strategie di risparmio da quando è iniziata la crisi e i comportamenti di consumo sono diventanti più attenti e selettivi.
Nelle percezioni degli italiani, rileva l'indagine, la crisi appare come un fenomeno "ancora lontano dalla fine". Solo l`11% della popolazione, infatti, ritiene che "il peggio della crisi sia davvero passato", mentre l`87% dissente da questa affermazione. E il dissenso è trasversale: riguarda i giovani, ma anche gli adulti; l`elettorato di sinistra ma anche quello di destra; le fasce più deboli, ma anche quelle più forti della popolazione.
Gli italiani nutrono sempre maggiori timori per la situazione del mercato del lavoro italiano, rispetto alla quale la quota di chi si dichiara "molto" o "abbastanza" preoccupato è pari al 94%, ed è salita del 5% da maggio ad oggi. Per la situazione economica dell'Italia la quota di chi si dichiara "molto" e "abbastanza" preoccupato è del 91%.
Dai risultati dell'indagine emerge un senso di precarietà, "non trascurabile, delle condizioni occupazionali": circa 1 italiano su 5 dichiara che, da un anno a questa parte, qualcuno nella sua famiglia ha perso il lavoro o è stato messo in Cig. Al Nord come al Sud ammonta al 22% la stima delle famiglie colpite dalla crisi. Non solo, la metà degli occupati teme per il proprio posto di lavoro.
Il timore per il proprio posto di lavoro è più forte tra le categorie sociali meno competitive, ad esempio le donne, chi ha credenziali educative inferiori o una professione meno qualificata. È, inoltre, più marcato nelle nuove generazioni.
Al crescere dell`età, invece, il pendolo dell`insicurezza si sposta verso la situazione economica della propria famiglia. La quota di italiani che si dichiara "molto" (26%) e "abbastanza" (45%) preoccupato per la situazione economica della sua famiglia raggiunge il 70%.
Un italiano su 2 è preoccupato per la difficoltà di ottenere prestiti e finanziamenti, più preoccupati sono gli individui appartenenti alle classi di età centrale (35-44enni), e chi ha una posizione professionale inferiore.
Secondo i dati, comunque, c'è una tendenza, già nota, a preoccuparsi di più per lo scenario generale che per la propria situazione personale. Gli italiani hanno la percezione che i costi della crisi non si distribuiscano in modo equilibrato: l`81%, ad esempio, ritiene che la crisi "sta colpendo esclusivamente le fasce più deboli della popolazione" e a esprimere un maggior grado di accordo sono proprio le fasce più deboli della popolazione. Questo potrebbe voler dire, spiega l'indagine, che "esiste, tra loro, un certo senso di isolamento".
10 / 11 / 2009
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