Crisi sui mutui: le banche cinesi scoprono le carte
Le mega banche statali cinesi iniziano a scoprire le carte sulla loro esposizione ai mutui subprime americani, cercando soffocare speculazioni di mercato che da giorni si susseguivano in assenza di comunicazioni precise. La più "internazionale" dei quattro colossi del Dragone, Bank of China, che realizza un quarto del suo giro d'affari all'estero, ha riferito di avere in portafoglio quasi 10 miliardi di dollari di titoli legati ai mutui a rischio.
Ma la reazione delle Borse è stata mista, a seconda della capacità dell'amministrazione cinese di imporre la sua versione dei fatti tramite i media pubblici. Sulla piazza di Hong Kong - l'ex protettorato britannico rientrato sotto l'egida cinese ma la cui popolazione resta legata ai circuiti dei media internazionali - durante la seduta le azioni Bank of China sono crollate, con un picco negativo dell'8,1%, per poi ridurre in parte le perdite al meno 5,4% a 3,82 dollari di Hong Kong, nonostante gli ultimi risultati finanziari siano stati superiori alle attese.A Shanghai invece, prima Borsa della Cina continentale dove la voce di Pechino non deve subire interferenze da parte di media internazionali, le azioni Bank of China hanno registrato un rialzo dell'1% a 6,16 yuan.
Oggi i quotidiani statali cinesi titolano a tutta pagina che l'esposizione dei due maggiori istituti di credito statali ai mutui subprime americani è minima. La Industrial & Commercial Bank of China, o Icbc, ha riferito che la sua esposizione è pari a 1,23 miliardi di dollari, solo lo 0,3% del totale degli investimenti in securities. La China Construction Bank dovrebbe fornire indicazioni nei prossimi giorni, assieme agli ultimi risultati finanziari.
Intanto Bank of China ha smentito indiscrezioni di stampa secondo cui rischia perdite per 3,85 miliari di yuan, o 375 milioni di euro dagli investimenti legati al settore dei mutui americani. Ieri la banca ha anche riferito che l'utile netto dei primi sei mesi è cresciuto di un vigoroso 52%, a 2,9 miliardi di euro, mentre Icbc ha addirittura registrato un +62% a 4 miliardi.
In controtendenza Shanghai - che nelle scorse settimane aveva dimostrato una certa immunità al clima di panico che colpiva le Borse del resto del mondo - continua a bruciare un record dopo l'altro.Oggi ha stabilito il nuovo primato di chiusura, siglando la seduta con un +1,5% a 5.107,67 punti.