Ddl federalismo fiscale: primo via libera del Senato. Ecco tutte le novità della riforma Primo passo del disegno di legge delega sul federalismo fiscale al Senato: l'Aula di Palazzo Madama ha approvato il testo, frutto di un lavoro di confronto con l'opposizione, con 156 voti favorevoli, 6 contrari e 108 astenuti.
Il provvedimento fissa i punti cardine in base ai quali il Governo è delegato poi ad attuare, attraverso i decreti legislativi, la riforma dell'autonomia finanziaria di Regioni, province e comuni, il cui fulcro è rappresentato dal passaggio dalla spesa storica ai costi standard.
LE NOVITA’ DELLA RIFORMA
Per garantire l'autonomia di entrate e spesa a Regioni ed enti locali e decidere i livelli di perequazione si passerà in maniera progressiva dal criterio della spesa storica a quello del costo standard per garantire che i servizi fondamentali costino e siano erogati in maniera uniforme sul territorio nazionale.
Il costo standard consentirà di determinare, per ciascun livello di Governo, il fabbisogno di cui necessita un'amministrazione e quindi l'eventuale trasferimento perequativo cui avrà diritto in caso di entrate fiscali insufficienti a garantire i servizi.
Si punta a un calo complessivo della pressione fiscale: con i decreti attuativi dovrà essere garantita la determinazione periodica del limite massimo della pressione fiscale, nonchè del suo riparto tra i vari livelli di governo.
Il Governo si è impegnato a fare in modo che con i decreti attuativi non si superi il livello massimo di pressione fiscale fissato nel Dpef e che entro i due anni successivi alla data in vigore dei Dlgs questa non superi il 42% e il 40% nei tre anni che seguono il primo periodo.
- SISTEMA PREMIANTE E SANZIONI
Arriva un sistema premiante per Regioni e enti territoriali che a fronte di un alto livello dei servizi garantisce una pressione fiscale inferiore alla media degli enti del suo livello.
Previste invece sanzioni fino al commissariamento per Regioni e enti non virtuosi.
- TETTO A COMPARTECIPAZIONI
Al fine di garantire i servizi le autonomie possono fare ricorso al fondo perequativo e alla compartecipazione a tributi erariali e tributi propri.
Per i comuni è previsto un mix di compartecipazione a Iva e Irpef. Viene però previsto limite delle compartecipazioni alle sole spese per garantire le funzioni essenziali.
- ROMA E CITTA’ METROPOLITANE
Vengono specificate le funzioni amministrative che spettano al Comune di Roma, oltre a quelle attuali. Il Comune sarà competente, tra l'altro, sulla valorizzazione dei beni storici, artistici, ambientali e fluviali, sull'edilizia e la protezione civile. Il consiglio comunale è rinominato Assemblea capitolina.
A Roma Capitale va un patrimonio commisurato alle funzioni che le vengono attribuite ed inoltre il trasferimento a titolo gratuito dei beni patrimonio dello Stato non più funzionali alle esigenze dell'Amministrazione centrale.
Prevista anche la definizione delle funzioni e dei conseguenti tributi da assegnare alle città metropolitane che possono essere istituite nell'ambito di una Regione nelle aree in cui sono compresi i comuni di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari e Napoli.
Il primo decreto attuativo della delega va emanato entro un anno e gli altri Dlgs entro due anni dall'entrata in vigore del testo.
La riforma entrerà a regime al massimo entro nove anni dall'entrata in vigore.
23 / 01 / 2009
Pagine correlate Finanza
Commenti e opinioni
Scrivi
il tuo commento sulla pagina
'Ddl federalismo fiscale: primo via libera del Senato. Ecco tutte le novità della riforma '
Contatti
Per contattare la redazione del sito Finanzautile scrivere all'indirizzo email RICCARDOCAPANNELLI@libero.it
Link e bibliografia
Link utili per approfondire il tema Finanza Economia Fisco
Segnala un sito/link di approfondimento
|