Dipendenti pubblici: il governo studia un forte taglio. Ipotesi riduzione fino a 130-150mila unità Il governo è al lavoro su un progetto di taglio netto sui lavoratori statali. La misura che dovrebbe rientrare dal prossimo decreto sulla revisione della spesa pubblica
Avrebbe tre linee guida: pensionamenti, esoneri dal servizio con funzioni di ammortizzatore sociale e mobilità.
Sul tavolo dell’Esecutivo ci sarebbero tre le opzioni: un'operazione che coinvolgerebbe tra uscite e mobilità 35-40mila statali (25mila delle amministrazioni centrali).
Un intervento più consistente estendendo la platea a 80mila-100mila lavoratori anche attraverso il coinvolgimento marcato di enti locali e Regioni.
E un taglio lineare del 5% su vasta scala tra le 130-150mila unità.
Oltre a tali misure l’intervento spazierà anche dalla drastica potatura delle consulenze a un intervento sui buoni pasto fino al freno alle cosiddette "promozioni facili".
In autunno scatterà poi, con provvedimenti collegati alla legge di stabilità, la "fase due" della spending review, ovvero il piano-Giarda vero e proprio (riorganizzazione di tutta la struttura della Pa), accompagnato da un dimezzamento delle Province (abolizione di quelle con meno di 300-350mila abitanti) che potrebbe essere anticipato solo in piccola parte nel decreto di giugno. In parallelo potrebbe essere favorita la nascita di una decina di città metropolitane.
20 / 06 / 2012
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