Domenica torna l'ora legale: ma si risparmia veramente? Prepariamoci a dormire un’ora in meno: domenica prossima, 29 marzo, torna infatti l’ora legale e alle due di mattina si dovranno spostare in avanti di un'ora gli orologi e così sarà fino alla ore tre del 25 ottobre 2009, quando invece si tornerà indietro di altrettanta ora.

L’operazione dovrebbe garantirci un risparmio di energia per quell'ora in più di luce naturale nelle ore pomeridiane e serali, che tarderebbero l'accensione dei vari sistemi artificiali per illuminare e alimentare le nostre attività. Ma siamo proprio sicuri di questo vantaggio?
Da anni si discute sull’effettiva utilità del cambio dell’ora ma recenti studi – come ha ribadito più volte anche l’associazione dei consumatori Adoc - sembrano “smitizzare” il risparmio legato all'ora in avanti, sistema che d'altronde altri Paesi, come la Gran Bretagna hanno sempre disdegnato, restando fedele all'orario di Greenwich.
Secondo infatti uno studio californiano, il risparmio di energia delle utenze private e quello per lo Stato del conseguente minore impatto ambientale, non sarebbe tale.
I ricercatori per tre anni hanno valutato i dati dei contatori di oltre sette milioni di abitazioni nello Stato dell'Indiana, e il risultato è stato: il cambio d'orario ha incrementato i consumi annuali delle utenze domestiche tra l'1% e il 4%, per una spesa aggiuntiva di 8,6 milioni di dollari l'anno, quasi 6 milioni di euro; e riguardo ai costi che hanno inciso sull'inquinamento, il calcolo parla di 1,6-5,3 milioni di dollari l'anno (1,1-3,6 milioni di euro.
Lo Stato dell'Indiana è stato scelto perché, nel 2006, l'ora legale è stata introdotta su tutto il territorio, mentre prima riguardava solo 15 distretti su 92.
L'analisi indica che "in primavera si verifica un leggero risparmio, abbondantemente vanificato nell'estate inoltrata e in autunno".
Motivo? La necessità, nella prima primavera e in autunno, di accendere il riscaldamento la mattina presto e il maggior uso d'aria condizionata nei lunghi pomeriggi e nelle calde sere d'estate.
Pur con le dovute differenze di clima tra l'Indiana e l'Italia, é credibile anche da noi l'accensione dei riscaldamenti nella prima primavera meteorologica e in autunno, nonchè l'accensione prolungata nelle serate estive dell'aria condizionata, soprattutto dopo che in questi ultimi anni il clima torrido, e relativi black-out energetici per il sovraconsumo, è frequente.
26 / 03 / 2009
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