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Dove investire: il portafoglio per proteggere i nostri risparmi. Come sfruttare l'euro debole

Piccola guida realizzata dagli esperti del settore per proteggere i risparmi (senza rinnegare le opportunità di investimento) in questa situazione di turbolenze sui mercati finanziari.

  • Partiamo dalle azioni

LE OPPORTUNITÀ

La discesa dell'euro permette, a parità di performance, di realizzare guadagni a quanti investono a Wall Street senza preoccuparsi di coprire il rischio cambi. Volendo rimanere in Europa sono i titoli di società più legate all'export (in Usa, ma soprattutto nei Paesi emergenti) a trarre maggior vantaggio perché più competitive.

I RISCHI

Il rafforzamento del dollaro è spesso un riflesso della fuga degli investitori dalle attività a rischio. Per questo, nelle fasi di maggior tensione come questa, esiste una correlazione inversa fra il rialzo del biglietto verde e comportamento dei listini di Borsa. Aumentare la quota di portafoglio da investire in azioni potrebbe esporre il risparmiatori a pericolosi rischi.

  • Obbligazioni

LE OPPORTUNITÀ

L'Euro debole e sotto attacco rende i titoli di Stato del Vecchio Continente (Bund esclusi) vulnerabili e per questo soggetti a elevate fluttuazioni di prezzo. Le obbligazioni sovrane denominate in altre valute (dollaro, ma anche sterlina, franco svizzero o corone norvegesi) sono invece ritenute relativamente al riparo da rischi e quindi oggetto di forti acquisti da parte degli investitori.

I RISCHI

Acquistare titoli denominati in valute «rifugio» significa ottenere rendimenti molto bassi, a volte (come con il franco svizzero) perfino negativi. Si tratta, in pratica, di una sorta di «assicurazione» contro l'implosione dell'euro. Se però la situazione dovesse rasserenarsi, gli investitori (che comprano questi titoli sui massimi storici) potrebbero andare incontro a perdite dolorose.

  • Il vecchio e caro mattone

LE OPPORTUNITÀ

In Europa il mercato immobiliare attraversa una fase di stallo (quando non di profonda crisi, come in Spagna e Irlanda) da almeno due anni. L'indebolimento dell'euro potrebbe attirare nuovi investitori da Stati Uniti e da altre aree più dinamiche, quali l'Asia. L'afflusso di denaro potrebbe ravvivare la domanda stagnante e contribuire a frenare la discesa dei prezzi.

I RISCHI

Nell'estate del 2008, con l'euro a 1,60 dollari, i flussi di investimento europei verso il settore immobiliare Usa si sono moltiplicati. Oggi lo «shopping» oltre l'Atlantico è ovviamente più costoso del 20% per chi vive in Europa, mentre negli Stati Uniti la crisi del mattone non è certo conclusa.

  • Comprare oro

LE OPPORTUNITÀ

L'oro, come le materie prime in generale, è un'attività quotata in dollari. Acquistarla in una fase di mercato in cui si prevede un deprezzamento dell'euro permette all'investitore di realizzare un rendimento extra grazie al cambio favorevole. Se poi la discesa dell'euro si accompagna a nuove tensioni sui mercati, il metallo giallo potrebbe trarre vantaggio dallo status di «bene rifugio».

I RISCHI

Nonostante la frenata degli ultimi mesi, l'oro si acquista a valori non così lontani dai massimi. Chi vi si avvicina per la prima volta deve mettere in conto una volatilità dei prezzi che non sempre si addice a un asset ritenuto «sicuro». Occorre quindi valutare in modo accurato l'orizzonte temporale dell'investimento.

  • Investire in Europa

LE OPPORTUNITÀ

Avere una moneta più "debole", per le imprese italiane ed europee che esportano nell'area euro, ha l'effetto immediato di rendere meno attraenti i competitors extraeuropei. In pratica, si scoraggiano, ad esempio in Germania, gli acquisti di prodotti dagli Usa o dalla Cina e si rende più conveniente rifornirsi tra Paesi membri dell'Unione europea.

I RISCHI

Un euro in deprezzamento rispetto al dollaro rende immediatamente più costoso sia l'acquisto delle materie prime (il greggio in primisi) che di semilavorati prodotti nel Paesi emergenti. L'effetto si può ripercuotere sulle bollette, sulla benzina e indirettamente sull'acquisto di beni di largo consumo sul cui prezzo al consumo può incidere l'aumento dei costi di trasporto.

  • Investire in America

LE OPPORTUNITÀ

Il calo dell'euro sul dollaro ha l'immediato effetto di aumentare la competitività sul prezzo dei beni delle imprese italiane ed europee e di dare una boccata di ossigeno all'export del made in Italy. A trarre i maggiori benefici potranno essere o settori che maggiormente esportano negli Usa come l' arredamento, la meccanica e l'industria alimentare.

I RISCHI

Le eventuali imprese prive di polizza a copertura dei rischi di cambio rischiano di restare penalizzate, soprattutto se il deprezzamento dovesse farsi più significativo. Joint venture e/o accordi di penetrazione commerciale da parte di imprese europee all'interno dei canali distributivi statunitensi riserntiranno di costi superiori.

  • Investire nel Sud America

LE OPPORTUNITÀ

A fronte di una domanda interna e dell'eurozona stagnante, un euro meno "aggressivo" faciliterà l'export anche in Sud America e indebolirà la concorrenza degli Usa e dei Paesi che utilizzano il dollaro come moneta d'affari. Soprattutto per i settori del tessile, dell'agroalimentare, della meccanica e dell'impiantistica possono aumentare le opportunità di business.

I RISCHI

Un'Europa più competitiva grazie a un consistente deprezzamento monetario può avere la contropartita di produrre, nel medio-periodo, un aumento delle politiche protezionistiche di questi Paesi a tutela della propria nascente imprenditoria, come già accade, ad esempio, in Brasile per il settore dell'arredamento, dove i dazi all'import toccani già oggi l'80 per cento.

  • Investire in Asia

LE OPPORTUNITÀ

Vale quanto detto sopra. Il principale vantaggio è l'aumento di competitività degli operatori europei rispetto agli Usa e al dollaro, quindi maggiori opportunità di export nei mercati emergenti di India, Cina e le altre «tigri» asiatiche, ma anche nella penisola arabica e negli Emirati che anche in questo periodo mantengono (o sfiorano) margini di crescita a due cifre.

I RISCHI

In Asia si concentrano i rischi già descritti in altre aree emergenti. Operazioni di delocalizzazione di impianti o acquisizioni di imprese locali – che avvengono in dollari – potrebbero risultare meno convenienti. L'aumento del greggio avvantaggerà i Paesi Opec ma peserà sui consumi. E in alcuni Stati asiatici vi è il rischio di una controffensiva di dazi a tutela dell'imprenditoria locale.

24 / 07 / 2012


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