Dove investire: indagine Mediobanca, le azioni rendono più dei bot
Negli ultimi venticinque anni e mezzo le blue chips hanno fruttato più dei titoli di Stato: dal 1984 alla prima meta' del 2009, infatti, le maggiori azioni hanno superato di 8,9 punti percentuali i Btp in termini di rendimento complessivo, tenuto conto anche dei dividendi.
Ad evidenziarlo è lo studio 'Indici e dati 2009' di Mediobanca, in base asl quale il rischio del mercato azionario è stato premiante, considerato che le azioni hanno reso in media il 17,1% annuo, contro l'8,2% dei Btp.
Tra i titoli già quotati prima di gennaio 1984, brillano i rendimenti di Intesa Sanpaolo (ex Nuovo banco ambrosiano), con un +12,2% annuo, e Alleanza assicurazioni (+10,5%); in coda Telecom Italia (ex Olivetti), -2%.
All'interno del mercato azionario, sono le azioni di risparmio a guadagnare la palma di maggiore rendimento: sulla base dell'indice azionario Mediobanca calcolato dall'1 gennaio 1996 al 14 ottobre 2009, infatti, questi titoli hanno reso complessivamente un guadagno del 342%, vale a dire l'11,3% medio annuo, inclusi i dividendi.
Buona anche la performance delle azioni a media capitalizazzione, vale a dire un paniere di 30 titoli che occupano dal trentunesimo al centesimo posto per flottante di borsa: il loro indice, nello stesso periodo, è cresciuto del 286% (+10,2 medio annuo).
L'investimento in titoli bancari, premiante fino all'ottobre 2008, e' stato da allora sopravanzato dagli industriali tanto che, al termine del periodo preso in considerazione (da gennaio 1996), i due settori registrano una variazione equivalente, vale a dire un +9,2% medio annuo.
La Borsa ha reso nel complesso l'8,4% medio annuo, con i trenta maggiori titoli che registrano un progresso inferiore alla media (+7,7%), cosi' come il comparto assicurativo (+4,5%); al contrario, il segmento Star ha sempre garantito rendimenti superiori alla media.
Lo studio rivela anche che, nel periodo di riferimento, ha rendimento negativo chi e' entrato in Borsa nel 1999 (-0,08% annuo), a fine 2000 (-1%) e a fine 2004 (-0,6%), 2005 (-5,5%), 2006 (-13,6%) e 2007 (-18,2%, il picco minimo); da fine 2008, invece, e' ripresa la crescita (+34% al 14 ottobre 2009). Nel solo 2009 la maglia rosa va ai titoli dell'ex Nuovo mercato, trainati dal 'boom' di Tiscali.
Quanto al mercato obbligazionario, l'assortimento risulta profondamente mutato a partire dal 1999, quando su 1.066 miliardi di euro di titoli quotati il 93,5% era rappresentato da titoli dello Stato italiano: a fine 2008, l'ammontare complessivo e' salito a 2.679 miliardi, ma i titoli italiani sono solo il 49%, mentre quelli di governi esteri quotati in Italia sono saliti al 47%, con netta predominanza di tedeschi, francesi e spagnoli.
20 / 10 / 2009
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