Economia domestica: addio alla colazione al bar. Troppo cara per il portafogli
Colazione al bar? Un rito sempre più caro che rischia di cambiare le abitudini di circa 22 milioni di italiani che ogni anno amano gustare caffè e cornetto al bar almeno una volta alla settimana.
Secondo i dati delle associazione dei consumatori, le tariffe praticate dai bar sono aumentate di quasi un sesto rispetto all'anno scorso: per un cornetto e cappuccino si spendono infatti in media il 14,7% in più rispetto al 2007.
Il raffronto diventa “indigesto” se compariamo i prezzi in vigore prima dell’euro: nel 2001 il prezzo medio nazionale del caffè in tazzina era di 1.300 lire, mentre oggi è di circa 1 euro; un cappuccino costava 1.500/1.600 lire, mentre oggi il prezzo medio è 1,5/2 euro.
Ma gli aumenti più alti si registrano per cornetti e paste lievitate in genere: nel 2001 costavano mediamente 1.200 lire, mentre oggi costano mediamente 1/1,50 euro.
Sugli aumenti pesano i rincari delle materie prime della colazione all’italiana: i rialzi maggiori li hanno subiti il latte, in rialzo del 12,8%, e i suoi derivati, come burro (+32,8%) e yogurt (+18%).
Il forte rincaro della frutta (+36% in un anno) ha comportato un incremento del costo della marmellata, un barattolo costa l'8,2% in più del 2007, e dei succhi di frutta, in rialzo del 7,3%. Aumenti marcati anche per toast (+14,2%) e fette biscottate (+11,8%).
A CASA CONVIENE (forse)
Le cose non vanno molto meglio per chi sceglie di fare il breakfast tra le mura domestiche, che rimane comunque più conveniente rispetto bar: una colazione tipo composta da un caffè e 50 grammi di biscotti (0,21 euro) costa infatti, mediamente il 740% in meno rispetto al caffe e cornetto del bar (1,85 euro).
11 / 09 / 2008