Economia domestica: allarme prezzi. Aumenta il divario nord-sud
Riempire il frigorifero al nord costa di più: secondo la stima (Istat, Unioncamere e Istituto Tagliacarne sui dati del 2006), Milano, Bolzano, Genova, Venezia, Trieste e Aosta sono le città capoluogo più care d’Italia.
Per quanto riguarda il settore alimentare le differenza tra la città più economica e quella più costosa sono rilevanti: fatta 100 la media nazionale, Napoli si colloca 12 punti al di sotto mentre Bolzano 13,3 punti al di sopra.
Le variazioni maggiori riguardano i prodotti alimentarti non lavorati, come carne fresca, pesce fresco, ortaggi e frutta: per questi, infatti, a Milano si spende il 26% in più della media e a Bolzano il 23,4%, mentre a Napoli e Bari la spesa pesa sulle tasche dei consumatori rispettivamente il 21,2% e il 19,5% in meno della media nazionale. ù
Sugli alimentari lavorati, prevalentemente prodotti confezionati, la forbice invece si restringe: a Bolzano si spende il 6,6% in più rispetto alla media, mentre a Napoli si risparmia il 4,3%.
Meno ampio il gap per l'abbigliamento con la città più economica (Aosta) che si colloca a 9,8 punti sotto la media nazionale e la città più cara (Reggio Calabria) con 6,5 punti al di sopra.
Le differenze più rilevanti in assoluto riguardano il settore dell'arredamento con Milano che si colloca 25,8 punti sopra la media e Campobasso 22,8 punti al di sotto.
Le città meno care, che evidenziano cioè livelli dei prezzi inferiori alla media nazionale in tutti e tre i capitoli, sono Napoli, L'Aquila, Campobasso e Palermo