Economia domestica: arriva la social card. Ecco come funziona
Un bancomat anonimo, azzurro, del valore di 40 euro mensili più gli sconti delle catene commerciali convenzionate: sono quieste le caratteristiche della social card, la carta acquisti varata dal governo con la manovra triennale che consentirà a regime a 1,3 milioni di cittadini italiani di acquistare beni di prima necessità.
La carta potrà essere utilizzata per effettuare i propri acquisti in tutti i negozi alimentari abilitati.
Con la carta si potranno anche avere sconti in alcune catene convenzionate (saranno identificate con uno specifico simbolo) e si potrà accedere direttamente alle tariffe elettriche agevolate.
Cittadini e residenti in Italia con un'età fra i 65 e i 69 anni e redditi e trattamenti pensionistici fino a 6 mila euro all'anno.
Gli over 70 con redditi fino a 8 mila euro l'anno.
Verrà distribuita a tutte le famiglie con un indicatore Isee (situazione economica complessiva) fino a 6mila euro.
I richiedenti dovranno essere proprietari di una sola casa e una sola auto (due per le famiglie con figli piccoli) e titolari di una sola utenza elettrica e di una sola utenza del gas (due per le famiglie).
Inoltre non dovranno possedere più di 15.000 euro di risparmi.
A partire da dicembre bisognerà recarsi in un Ufficio postale abilitato per compilare il modulo di richiesta.
Nella maggior parte dei casi la carta sarà consegnata subito e sarà utilizzabile dal secondo giorno successivo alla consegna.
Per chi ritirerà la carta entro il 31 dicembre la ricarica sarà di 120 euro per i mesi di ottobre, novembre e dicembre.
Poi a partire dal 2009 la carta sarà caricata dal ministero dell'Economia ogni due mesi con 80 euro (40 per ciascun mese).
Complessivamente sono stati stanziati dallo Stato 1,070 miliardi: 170 milioni sono già stati messi a disposizione dal governo con la manovra triennale, altri 250 milioni arrivano da donazioni di soggetti privati (Da Eni 200 milioni e da Enel 50 milioni).
Altri 450 milioni arriveranno dallo sblocco dei fondi dei conti correnti dormienti previsto dal decreto salva banche, altri 200 milioni sono previsti nel ddl sviluppo all'esame del Senato.
26 / 11 / 2008