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Economia domestica: caro greggio, è boom per i trasporti pubblici

Con i prezzi del petrolio che vola ogni giorno verso nuovi record scatta una nuova emergenza; quella del trasporto pubblico urbano.

I prezzi di benzina e diesel, infatti, sono diventati quasi proibitivi per la maggior parte degli automobilisti italiani e in tanti cominciano così a lasciare l'auto nel garage nei giorni lavorativi preferendo l’utilizzo dei mezzi pubblici.

A lanciare l’allarme è il Governo che prevede ''l'esplosione della domanda'' di bus e metro da parte dei cittadini alle prese con l'alto livello dei costi del carburante.

Muoversi con un mezzo privato - scrive l'esecutivo - costa ad ogni cittadino di una grande città, come Roma, 3-4 mila euro l'anno: una cifra enorme se paragonata ai 230 euro per l'abbonamento al Trambus.

Il Ministero dei Trasporti prevede così, che nel breve periodo – l’elevata domanda di mezzi pubblici – provocherà gravi problemi di saturazione e nella capacità di garantire un'offerta adeguata.

QUALI PROSPETTIVE

Secondo i dati del Tesoro, grazie alle opere previste dal Piano Decennale - sono stati già aperti cantieri per oltre 9 miliardi di euro (Torino, Milano, Genova, Bologna, Parma, Rimini, Roma, Napoli e Palermo) che consentiranno, entro i prossimi 5 anni, un aumento delle reti metropolitane di oltre 270 chilometri a fronte di una dotazione di 96 chilometri di cui il Paese disponeva nel 2001.

MA il problenma sono i bilanci: a limitare l’incremento e l’adeguamento dei mezzi pubblici è il forte indebitamento del trasporto locale che, con i proventi dell'utenza, recupera in Italia appena il 15-20% delle spese contro percentuali del 30-35% della Francia, del 45-55% tedesco e del 72% dell'Inghilterra.

02 / 07 / 2008





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