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Economia domestica: con aumento Iva stangata per le famiglie. Oltre 170 euro

Brutte notizie per le famiglie italiane: in base ad una rilevazione di Adusbef e Federconsumatori, con l’innalzamento dell`Iva dal 20 al 21% deciso dal governo si avranno pesanti ripercussioni sul portafoglio degli italiani.

L’incremento dovrebbe tradursi in un esborso di oltre 173 euro a famiglia. Per le Associazioni le ripercussioni più importanti sono quelle che si avranno nel settore dei carburanti, la cui domanda è abbastanza anelastica.

Gli aumenti in questo comparto, infatti, "hanno l`importante caratteristica di riportare effetti non solo in termini diretti sulle tasche dei cittadini (per i pieni di benzina), ma anche in termini indiretti sul tasso di inflazione.

Nel dettaglio, agli aumenti registrati dall`agosto 2010 ad oggi pari a 440 euro tra costi diretti ed indiretti, "si aggiungeranno altri 31 euro (vale a dire le ricadute di costi diretti e indiretti dovute all`aumento dell`Iva). Per un totale complessivo di 471 euro annui.

ECCO COSA COSTERA’ DI PIU’

Il rincaro dell’Iva colpirà in generale tutti i beni considerati di lusso, dalle auto alle moto di grossa cilindrata, le imbarcazioni ma anche molti beni come televisori, abbigliamento e calzature, vino e cioccolato. Tra i beni alimentari di largo consumo, l'aumento interessa soprattutto il vino che e' consumato dal 53 per cento degli italiani. Tra le altre bevande sarà colpita la birra ma anche alimenti pregiati come i tartufi. A questi si aggiungono - continua la Coldiretti - prodotti particolari come il propoli, la lana e il sughero. Fortunatamente sulla gran parte dei prodotti alimentari e delle bevande tuttavia grava l'aliquota Iva del 4 per cento e pertanto non vengono toccati dalla manovra.

LE ALIQUOTE IN ITALIA

In Italia le aliquote Iva sono tre: l'aliquota base al 20% (che ora passera' al 21%) e due aliquote ridotte. L'aliquota minima al 4% e' applicata alle vendite di generi di prima necessità come ad esempio i prodotti alimentari, (latte fresco, burro formaggi e latticini, frutta, frumento, farina, olio d'oliva) ma anche alla stampa quotidiana o periodica, prestazioni socio-sanitarie ed educative, somministrazioni di alimenti e bevande nelle mense aziendali.

L'aliquota ridotta al 10% si paga invece sui servizi turistici (bar, alberghi, ristoranti), determinati prodotti alimentari (carni, latte conservato, uva da vino, te', spezie, riso, acqua minerale, birra, cacao), energia elettrica per uso domestico, servizi di telefonia, medicinali, spettacoli teatrali, servizi di trasporto e francobolli, etc.

L'aliquota al 20% si paga infine sui beni non alimentari ma considerati di lusso come vini e spumanti, auto con cilindrata superiore ai 2000 mc, motocicli con cilindrata superiore ai 350 mc, autofurgoni, navi e imbarcazioni di stazza lorda superiore a 18 tonnellate, etc. L'aliquota maggiorata riguardera' anche tappeti e guide fabbricati a mano originari dall'oriente, dall'Estremo Oriente e dal Nord Africa, nonche' la pelliccia di visone o di ermellino.

07 / 09 / 2011


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