Economia domestica: conti dormienti. C’è tempo fino al 16 agosto
Siamo vicini alla data limite entro cui i titolari di conti e rapporti dormienti possono reclamare la titolarità del proprio conto: per salvare i conti andati in letargo c’è tempo fino alla metà di agosto (il 16 agosto 2008). – Attenzione è sabato.
Per riattivare il conto non basta l'accredito dello stipendio o della pensione, MA serve presentari presso la propria filiale (banca-posta) e richiedere un estratto conto o un carnet di assegni.
Gli Istituti per informare sulle varie opzioni per il risveglio e sulle scadenze da rispettare, hanno già inviato ai clienti, entro il 17 febbraio scorso, la lettera raccomandata con l'invito a risvegliare tutti i conti e rapporti addormentati prima che questi confluiscano nel Fondo istituito presso il Ministero dell'Economia e delle Finanze.
- RECUPERARE I SOLDI DOPO LA SCADENZA
Se ci si dimentica della scadenza di agosto nessun problema: gli istituti avranno ancora quattro mesi di tempo - e cioè entro il 16 dicembre - per devolvere le somme al Fondo e i clienti, fino al momento della devoluzione al Fondo, potranno ancora rivolgersi direttamente alla propria banca.
Le banche con una decisione autonoma volta ad incrementare le iniziative di informazione alla clientela, almeno un mese prima del versamento al Fondo, pubblicheranno l'elenco di tutti i rapporti dormienti online e nelle filiali.
Per quei clienti che si “sveglieranno” in ritardo nessun pericolo di perdere i diritti sul proprio conto. Potranno, infatti, reclamarne la titolarità anche dopo che la somma sarà versata al Fondo ministeriale e per farlo avranno 10 anni di tempo.
Non è necessario movimentare il conto effettuando un prelievo o un versamento, ma è sufficiente: comunicare alla propria banca di voler mantenere attivo il rapporto richiedere un carnet di assegni, un estratto conto o copia della documentazione bancaria comunicare la variazione dell'indirizzo di residenza, ecc.
Non interrompono la dormienza tutte le operazioni in automatico o quelle disposte dalla banca, ad esempio, operazioni quali l'addebito Rid e altre forme di pagamento automatico. Stesso discorso vale per eventuali bonifici effettuati da terzi come nel caso dell'accredito dello stipendio o della pensione.
08 / 08 / 2008