Economia domestica: cresce il ricorso al credito al consumo
E’ raddoppiata, passando dal 5% al 10%, la percentuale delle famiglie che ricorre a prestiti personali: e fin qui nulla di grave –anzi – la crescita potrebbe evidenziare anche un certo dinamismo economico, MA, in Italia purtroppo non è così.
La crescita è dovuta essenzialmente ad una vera necessità da parte delle famiglie: la perdita del potere d'acquisto delle retribuzioni le ha spinte a contrarre debiti per far fronte alle spese necessarie.
I dati di questa preoccupante tendenza sono stati rilevati dall’Eurispes e sono contenuti nel Rapporto Italia 2008.
In un anno la situazione economica delle famiglie è decisamente peggiorata: come rileva l'Eurispes, solo poco più di un terzo delle famiglie italiane (il 38,2%) riesce ad arrivare alla fine del mese; in pochissimi riescono ancora a risparmiare qualcosa alla fine del mese (il 13,6% contro il 25,8% del 2007 e il 27,9% del 2008) – conseguenza - un italiano su quattro ricorre al credito al consumo.
In base alle rilevazioni, sono stati soprattutto i residenti delle Isole (35,3%) e nelle regioni del Sud (34,2%) ad aver fatto ricorso agli acquisti a rate, contro il 23,1% del Centro e il 22,5% del Nord-Est. La regione più indebitata risulta la Lombardia dove le famiglie hanno ottenuto prestiti per 14,978 miliardi.
Dal confronto con altri paesi emerge tuttavia che sebbene in aumento, il ricorso al credito al consumo italiano procede a ritmi più contenuti rispetto a quelli degli altri paesi europei e dei mercati internazionali.
In particolare il credito al consumo pro capite in Italia è pari a 1.495 euro contro i 7.840 degli Stati Uniti, i 5.275 del Regno Unito, ma anche rispetto a Germania (2.769), Francia (2.484) e Spagna (2.219).