Economia domestica: crollano i consumi. Le famiglie tagliano le spese Il carrello della spesa è sempre più vuoto: in base ad una ricerca di Infoscan Census, nel 2008 e nei primi mesi del 2009 gli acquisti in ipermercati, supermercati e grandi negozi alimentari sono cresciuti in volume appena dello 0,5%, contro il +2,4% del 2006 e il +1,6% del 2007, con un forte ridimensionamento dei prodotti di marca a vantaggio di quelli più anonimi ed economici.
Le famiglie, insomma, con il passare del tempo hanno ridotto sempre più gli acquisti, ma hanno anche assunto comportamenti sempre più all'insegna del risparmio.
Pesante, infatti è la flessione dell'industria di marca, con volumi in rosso per nove mesi consecutivi (a dicembre il picco negativo con -3,9%) e fatturato a crescita zero alla fine dell'anno (-0,2% nell'ultimo mese).
Mentre i brand famosi arretrano, ad avanzare sono le cosiddette “private label”, vale a dire i prodotti che espongono come marca il nome del negozio nel quale vengono venduti: l'aumento dei volumi rispetto al 2007 è di circa il 7%, con una crescita della spesa tra il 7 e il 10%.
I NUMERI
Il largo consumo confezionato (in pratica, tutto quello che finisce nel carrello della spesa tra alimentari, prodotti per la cura della casa e della persona) ha totalizzato nel 2008 vendite per 59,2 miliardi di euro, con una crescita in valore del 4,4%.
Il settore più in affanno è quello della cura della casa (-0,2% in volumi, +1,6% in valore), seguito dagli alimentari (+0,5% e +5,3%) e dalla cura per la persona (+1% e +2,4%).
23 / 02 / 2009
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