Economia domestica: dal 15/10 riscaldamenti accesi. In Italia le tariffe più alte d’Europa
Il D-Day è fissato per il prossimo 15 ottobre quando scatterà la 1/a tranche di 47 province in cui sarà possibile avviare il riscaldamento domestico.
Si tratta del primo dei raggruppamenti (a parte Cuneo e Belluno, dove non ci sono limiti di accensione) in cui è stato diviso il territorio a seconda delle condizioni climatiche generali. In questa zona i termosifoni potranno rimanere accesi fino al 15 aprile per un massimo di 14 ore al giorno.
Gli altri gruppi di città partiranno il 1 novembre (anche Roma), poi il 15 novembre e il 1 dicembre. Tempi diversi a seconda del clima, dunque, ma stessa stangata per tutte quelle famiglie che non si sono convertite al gas e ancora si affidano al gasolio.
Secondo infatti, le ultime statistiche pubblicate dall’Unione petrolifera, l’Italia continua a collocarsi al primo posto in Europa per il caro-gasolio, con 1,068 euro al litro, un pò meno del doppio della media Ue (0,696 euro) e più del doppio rispetto al Paese più virtuoso, che è il Lussemburgo (0,489).
Gli altri grandi Paesi europei sono tutti molto staccati: in Germania il gasolio costa 0,579 euro al litro, in Francia 0,600, in Spagna 0,593 e nel Regno Unito 0,535.
L’Italia, come accade per altri beni energetici come la benzina, paga molto il carico fiscale che grava su ogni litro di gasolio: le imposte pesano infatti per 0,581 euro, la somma più alta tra tutti e 27 i Paesi considerati e oltre il 30% in più rispetto agli 0,439 della media europea. Alto, ma non il maggiore, è anche il prezzo industriale, pari a 0,487 euro al litro.
Peggio dell’Italia, in questo caso, fanno infatti Ungheria (0,493 euro al litro), Danimarca (0,504) e soprattutto Irlanda (0,550). Gli altri "big", invece, mostrano un prezzo industriale molto più contenuto: 0,425 euro per la Germania, 0,445 per la Francia, 0,426 per la Spagna e addirittura 0,392 per il Regno Unito.
Ecco le 47 province dove si potranno accendere i termosifoni: Aosta, Alessandria, Asti, Biella, Ivrea, Novara, Torino, Verbania, Vercelli, Bergamo, Brescia, Como, Crema, Cremona, Lecco, Lodi, Milano, Pavia, Sondrio, Varese, Bolzano, Trento, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona, Vicenza, Gorizia, Pordenone, Udine, Bologna, Ferrara, Modena, Parma, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini, Arezzo, Perugia, Frosinone, Rieti, L’Aquila, Campobasso, Potenza ed Enna.
05 / 10 / 2009
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