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Economia domestica: è boom per il 'social lending'. Tassi favorevoli e flessibilità


A poco più di un anno dalla comparsa del social lending sono già più di 40mila gli italiani che, complice anche la crisi economica e il conseguente crollo del mercato del credito al consumo, hanno scelto di scambiarsi denaro su internet bypassando gli intermediari tradizionali allo scopo di chiedere prestiti a tassi più bassi e prestare denaro a interessi maggiori.
Su internet i tassi per i richiedenti sono al 9,7% contro il 14,5% degli istituti di credito. Offrire e ricevere soldi è facile, ma il rischio resta concreto e reale.
In Italia sono due le principali società che si occupano di social lending: la prima, Boober.it, è nata in Olanda; la seconda, Zopa.it, è stata importata dal Regno Unito. Offrire o ricevere in prestito del denaro è molto facile: bisogna iscriversi, si fa la richiesta direttamente sul web e in tempo reale viene data la risposta se il prestito viene concesso o meno; per quanto riguarda il prestatore, anche lui va sul sito, si registra, fa la sua offerta e decide di prestare una certa somma ad un certo tasso d'interesse. Nel momento in cui offerta e domanda si incontrano ecco che si realizza il finanziamento.

Dopo aver effettuato l'iscrizione il richiedente specifica l'importo richiesto (da 1.500 a 15mila euro) e la durata del prestito (12, 24, 36 e 48 mesi). Dal momento della richiesta sul web interroghiamo le società di informazione creditizia le quali ci danno indietro un rating che corrisponde ad una categoria di rischio di Zopa''. Il richiedente sa così immediatamente se è nelle condizioni di poter ricevere un prestito.
I RISCHI
Il prestatore però, secondo alcuni esperti, potrebbe essere svantaggiato rispetto al prenditore.''Il risparmiatore fornisce oggi risorse finanziarie contro l'impegno di restituirli a scadenza, questa situazione pone di per sé il prenditore di fondi in una situazione di vantaggio. Nel prestito peer-to-peer inoltre il prenditore di fondi non deve sottoporsi all'onere di recarsi in un intermediario, mentre il risparmiatore non gode di tutte le garanzie offerte da una banca e subisce direttamente i rischi dello scambio creditizio. E' vero che questi sistemi impediscono al risparmiatore di incorrere in una eccessiva concentrazione dei rischi, ma per quanto piccola possa essere la somma prestata ad un unico prenditore di fondi, il rischio di perderla è concreto e reale.

I COSTI
La commissione viene calcolata per i primi sull'importo dato in prestito al netto dei rimborsi e per i secondi sull'ammontare del prestito ottenuto. Nel caso del richiedente si aggiunge una quota fissa di 15 euro per anno di durata del finanziamento, non addebitando costi per l'incasso delle rate

I VANTAGGI
Oltre alla trasparenza, alla possibilità di restare anonimi e alla comodità nell'effettuare le operazioni, c'è dunque un motivo fondamentale a spingere più di 37mila italiani a fidarsi di questo esempio inaugurale di social lending: il risparmio. ''I tassi ad oggi per chi ha prestato del denaro sono stati intorno al 7%, per chi ha richiesto denaro intorno al 9,7%. I tassi medi delle finanziarie per i richiedenti sono intorno al 14,5%.


I NUMERI DEL SOCIAL LENDING
Il profilo tipico dei datori e dei prenditori di fondi è prevalentemente maschile e giovane, di età compresa tra i 25 e i 45 anni.

In Europa il social lending è già molto diffuso. Al primo posto per volume di prestiti c'è Zopa Uk, che a tutt’oggi, in più di tre anni, ha permesso ai membri della sua community di prestarsi 31 milioni di sterline (pari a circa 34,5 milioni di euro). La segue Smava, community tedesca fondata nell’aprile 2007, che ha da poco superato i 6 milioni di euro di prestiti erogati. Terza classificata Zopa.it, che in un solo anno ha registrato prestiti online direttamente tra i suoi membri per più di 4.279.700 euro. Seguono l'olandese Boober, che dal febbraio 2007 ha erogato prestiti per 2.472.899 euro e la polacca Finansowo, nata nel marzo 2008, che supera di poco il milione di euro.

16 / 07 / 2009



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