Economia domestica: Finanziaria, salta la rottamazione. E’ veramente così grave?
Rottamazione si, rottamazione no: l’eterno dilemma per la salvaguardia dell’ambiente (e del portafoglio) si ripropone; ed è subito scontro tra le nostre forze politiche.
La notizia di una proroga al 2008 per gli incentivi per sostituire i veicoli più inquinanti aveva catalizzato l’attenzione dei consumatori e del mercato, ma dal Governo è giunto il “marcia indietro” sull'emendamento.
Per ora quindi, non si farà, ma le speranze non sono del tutte svanite: dal ministero dello Sviluppo Economico, infatti trapela la notizia che l’ipotesi della proroga non sarebbe saltata ma sarebbe solo accantonata. Vedremo come finirà.
Come nella precedente Finanziaria, la proposta su cui la maggioranza non ha trovato un accordo prevedeva incentivi (circa 700 euro) per il cambio di auto immatricolate precedentemente al primo gennaio 1999 con autovetture nuove di categoria euro 4 e euro 5.
LE POLEMICHE POLITICHE
Giudicare se la bocciatura del provvedimento sia positiva oppure negativa non è facile: c’è chi definisce migliore una misura che aiuti a sostituire le auto più inquinanti con quelle di nuova generazione e quelli che indicano il provvedimento di scarso impatto sul fronte dell'inquinamento favorendo così, solo le case automobilistiche.
Per Legambiente, per combattere lo smog che soffoca le nostre città servirebbe tutt'altro: le soluzioni giuste sono quelle che riducono il numero di automobili dai centri urbani, non quelle che le sostituiscono con nuovi modelli.
MA SUL MERCATO COSA ACCADREBBE
Un vero disastro per le case produttrici: il mancato rinnovo degli incettivi potrebbe infatti, costare molto caro. Per utilizzare una famosa frase di un vecchio spot pubblicitario – No rottamazione, no Party.
In base alle stime del Centro Studi Promotor - nel 2008 le immatricolazioni di autovetture scenderanno a 2.150.000 con un calo del 13% rispetto al 2007.
Non solo incentivi
A pesare sul calo ci sarebbe però anche uno scenario economico preoccupante: ad influire negativamente sul settore auto, sarebbero anche la mancanza di fiducia dei consumatori verso i servizi finanziari, un eventuale superamento della soglia dei 100 dollari da parte del prezzo del petrolio (con il relativo rincaro del prezzo della benzina/diesel) e l'aumento dei premi di assicurazione.