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Economia domestica: le famiglie cambiano le abitudini alimentari. Attenzione a sconti e discount


I consumi alimentari restano al palo. La famiglia italiana cambia menù, è sempre più attenta alle "promozioni" e compra di più nei "discount".

Lo rileva la Cia-Confederazione italiana agricoltori in base anche all`ultima indagine sulle tendenze agroalimentari dell`Ismea, che evidenzia una situazione di cautela da parte del consumatore.

Il carrello della spesa rimane ancora 'povero': "quattro famiglie su dieci hanno tagliato drasticamente la spesa alimentare, il 60% ha addirittura cambiato menù, mentre il 35% è stato costretto ad optare per prodotti di qualità inferiore".

Per mangiare, comunque, si continua a spendere di più al Centro e al Sud che al Nord. I cali più accentuati si hanno negli acquisti dei derivati dei cereali, della carne bovina, dell'olio d`oliva, dei vini. Meglio frutta e ortaggi. Le vendite risultano in lieve aumento nel Nord-Est e nel Centro, in leggera flessione nel Nord-Ovest e stabili al Sud.

La crisi economica fa sentire ancora i suoi effetti e gli acquisti delle famiglie italiane rimangono frenati. Le previsioni per quest`anno parlano, osserva la Cia, di una sostanziale stabilità (un lieve aumento tra lo 0,2 e lo 0,4 in quantità rispetto al 2008).

"La tendenza al ristagno -ricorda la Cia - si è riscontrata, d`altra parte, in tutti i primi nove mesi dell`anno. Il consumatore - come rileva la stessa indagine dell`Ismea - appare ancora cauto e, sebbene non riduca i volumi acquistati, tuttavia fa più ricorso alle promozioni e agli acquisti effettuati presso i canali più convenienti, come i discount.

Anche davanti a prezzi che non hanno subito rincari, sussiste un clima d`attesa e non s`intravede un riorientamento della composizione di spesa verso un carrello complessivo di maggior valore, anzi il fenomeno a cui si assiste da tempo è un impoverimento del 'budget' di spesa".

Nel contesto dei "tagli" alimentari, la Cia riscontra che il 40% delle famiglie italiane ha ridotto gli acquisti di carne, in particolare quella bovina, il 38% quelli di pane, il 36% quelli di olio d`oliva e il 35% quelli di vino.

Nel dettaglio dei primi nove mesi del 2009 - sempre sulla base dei dati dell`Ismea - si osservano contrazioni (meno 1,4% in quantità rispetto allo stesso periodo del 2008) nella domanda di derivati dei cereali.

Calo imputabile totalmente ai derivati del frumento, mentre tiene il consumo di riso. Flessioni anche per la carne bovina (-2,2%), per l`olio di oliva (-1,3%), nonostante i forti ridimensionamenti dei prezzi, e per i vini e spumanti (-1,14%).

Tra questi ultimi, alla diminuzione della domanda per i vini senza denominazione si è aggiunta anche quella rivolta ai vini Doc/Docg, mentre una lieve ripresa si registra per gli spumanti. Invariati gli acquisti domestici di carne avicola e suina, di salumi, di latte e derivati.

Una domanda più vivace, invece, hanno registrato i prodotti ittici (+3,8%), gli ortaggi (+1,4%) e la frutta (+2,9%). Le previsioni dei consumi domestici per l`intero 2009 -sostiene la Cia- non dovrebbero evidenziare grandi cambiamenti.

Ci si dovrebbe attestare sugli stessi livelli dell`anno passato, a fronte di una lieve riduzione della spesa dovuta a ridimensionamenti dei listini. Nel dettaglio, le "voci" che attualmente stanno manifestando una flessione della domanda rimarranno in trend negativo, ma le contrazioni dovrebbero attenuarsi per i derivati dei cereali (-1,5%), per l`olio di oliva (-1,2%) e per i vini e spumanti (-0,8%), mentre per la carne bovina si preannuncia una diminuzione molto accentuata (-3,2%).

Potrebbe, invece, rallentare la domanda di frutta (-2,5%), di carne avicola (-1,2%) e prodotti ittici (+3,3%). Sul fronte dei canali di vendita, i discount presentano aumenti di poco inferiori ai dieci punti percentuali, comprensibili in periodi di congiuntura sfavorevole come quello che sta interessando l`economia mondiale ormai da un paio di anni.

03 / 11 / 2009



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