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Economia domestica: le famiglie tagliano i consumi

Le famiglie italiane ”stringono la cinghia”: è questa la poco rosea fotografia scattata da Bankitalia nel suo consueto Bollettino economico.

In base al rapporto è in aumento tra gli italiani un “atteggiamento di prudenza” verso i consumi, che ha prodotto una sostenuta frenata indiscriminata su tutti i settori, anche verso l’alimentare.

L'andamento dei consumi negli ultimi mesi, spiega il bollettino economico, ha risentito negativamente degli aumenti dei prezzi dopo i rincari delle materie prime e nulla di buono dobbiamo aspettarci per il futuro: via Nazionale stima infatti una crescita dei consumi ferma all'1% sia per il 2008 che per il 2009.

Quindi, spendiamo di meno e cerchiamo prodotti “alternativi” più economici: secondo uno studio della Coldiretti oltre il 75 per cento delle famiglie italiane ha cambiato abitudini alimentari a causa dei rincari. Di conseguenza cambiano anche i consumi: mangiamo più pollo (+6,2%), uova (+5,3%) e yogurt (+4,2%), meno pane (-7%), pasta (-4,3%) e vino (-8,4%).

SALASSO MUTUI

Sul banco degli imputati c’è soprattutto l’odiata rata del mutuo: secondo Bankitalia gli oneri legati al servizio del debito sono aumentati al 7,6% del reddito disponibile delle famiglie comportando – purtroppo per oltre 3 mln di italiani – enormi difficoltà ad arrivare alla fine del mese.

Come sappiamo benissimo, l'incremento è dovuto per circa la metà all'aumento dei tassi di interese e naturalmente a pagare maggiormente sono stati i contratti legati al tasso variabile - che rappresenta oltre tre quarti del totale del mercato.

I tecnici di Bankitalia calcolano che un aumento di mezzo punto del tasso interbancario determini, per le famiglie con mutui indicizzati, un incremento del servizio del debito pari in media a circa lo 0,6% del reddito disponibile.


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