Mercato del gas: flop della liberalizzazione. Dopo dieci anni c'è poca concorrenza Dopo dieci anni di liberalizzazione la concorrenza nel mercato del gas non decolla tanto è vero che negli ultimi sei anni ha cambiato fornitore solo il 3,1% degli utenti domestici.
E' quanto emerge dal Yellow Book, lo studio realizzato da Utilitatis e Federutility sul servizio di distribuzione e vendita del gas naturale in Italia.
Il rapporto esamina 342 gare effettuate a partire dal 1998, relative a 528 comuni (di cui 235 per il servizio di distribuzione), 140 esiti di gara, 57 bilanci delle aziende che gestiscono gas per oltre 40 milioni di abitanti e 200 bacini tariffari.
La scarsa propensione degli utenti a cambiare fornitore è testimoniata dal basso valore dei cosiddetti tassi di switching.
I dati resi disponibili dall'Autorità per l'Energia Elettrica ed il Gas evidenziano (giugno 2008) una media del 3,1% per consumi inferiori a 5.000 mc/anno, del 14,3% per consumi di livello medio (da 5.000 a 200.000 mc/anno) e del 35,6% per consumi superiori a 200.000 mc/anno.
In pratica, sono soltanto i “grandi clienti” ad aver effettuato un cambiamento del proprio fornitore, anche grazie alla contrattazione diretta che ha permesso loro di negoziare condizioni più vantaggiose con il gestore.
Quanto alle utenze domestiche, i valori sono esigui, anche a causa della scarsa mobilità del prezzo.
Gli operatori della distribuzione, infatti, hanno margini molto ristretti di variazione dei prezzi al consumo, dovuti alle imposte molto elevate, agli alti costi della materia prima, alle attività di regolazione ed al fatto che i ribassi economici vengono raccolti dagli enti locali nel ''canone di concessione''.
LE TARIFFE
La media nazionale di una bolletta del gas è di 1.230 euro all'anno, per un consumo standard di 1400 metri cubi, con un incremento nell'ultimo anno, del 16,5%.
Le tariffe variano da regione a regione seppur di pochissimo: tra il valore minimo e quello massimo (calcolato sui 1400 metri cubi all'anno di gas, presi come standard di consumo di una famiglia media) si oscilla tra i 1.124 euro annui del Trentino Alto Adige e i 1.320 euro del Lazio.
Una variazione minima, (appena 200 euro all'anno), che testimonia, sottolinea lo Yellow Book, come la liberalizzazione non abbia portato una grande competizione sui prezzi che risultano ingessati dalla pressione fiscale (33% sul totale della bolletta) e dai costi della materia prima.
In pratica le aziende, per competere tra loro, possono agire in misura molto ridotta sul prezzo all'utente.
03 / 03 / 2009
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